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"Tra tradizione e contemporaneità": il progetto culturale del Teatro Alighieri

Il Comune ha individuato nella Fondazione Ravenna Manifestazioni lo strumento per la realizzazione di un “Progetto culturale” organico e unitario di carattere musicale e teatrale di elevata qualità artistica e organizzativa

Nella seduta di martedì il consiglio comunale ha approvato la delibera sui rapporti tra Comune e Fondazione Ravenna Manifestazioni per la realizzazione del Progetto culturale del Teatro Alighieri, con 15 voti favorevoli (Pd, Ama Ravenna, Sinistra per Ravenna, Pri), 4 voti contrari (Lega Nord e gruppo Alberghini) e 4 astenuti (CambieRà e Ravenna in comune). Ha presentato la delibera l’assessora alla Cultura Elsa Signorino. E’ intervenuto anche il soprintendente della Fondazione Antonio De Rosa.

Nella delibera si evidenzia come la Fondazione Ravenna Manifestazioni, promossa dal Comune di Ravenna che detiene anche il potere di nomina della maggioranza negli organi, con le sue attività culturali ed educative e di produzione di manifestazioni e spettacoli, volti a valorizzare la città, ha ottenuto risultati di rilievo coinvolgendo la cittadinanza, il mondo della cultura e organizzatori di rassegne e spettacoli, facendo del Teatro Alighieri un luogo in cui convivono tradizione e contemporaneità nella programmazione dello spettacolo dal vivo. Con la delibera, che adotta lo schema di convenzione, il Comune individua nella Fondazione lo strumento per la realizzazione, per i propri compiti istituzionali, di un “Progetto culturale” organico e unitario di carattere musicale e teatrale di elevata qualità artistica e organizzativa. Un progetto che individui il Teatro Alighieri come unità di produzione culturale e centro di una rete di collaborazioni locali, nazionali ed internazionali, che confermi Ravenna come punto di eccellenza nella produzione culturale, musicale e teatrale. Il Teatro Alighieri, parte integrante del progetto culturale, è il luogo di produzione e rappresentazione, anche se non esclusiva, delle tradizionali rassegne (Ravenna Festival, Trilogia d’Autunno, stagione di lirica e balletto), ma è anche risorsa a disposizione per 120 giornate dei progetti culturali di altri soggetti convenzionati con il Comune. E’ chiesto, inoltre, alla Fondazione di impegnarsi, almeno una volta all’anno, in una coproduzione con uno dei soggetti culturali convenzionati con il Comune, in modo da essere una sorta di lievito per le energie creative del territorio. Il sostegno economico del Comune per il 2018 e per i due esercizi successivi, che sarà erogato a fronte del Progetto culturale presentato, sarà comunicato alla Fondazione entro 10 giorni dall’approvazione del Piano esecutivo di gestione triennale. La durata della convenzione è di cinque anni. L’assessore ha assunto l’impegno di produrre una volta all’anno un rapporto sugli esiti della convenzione e di tutte le convenzioni sottoscritte dal Comune.

Il gruppo Pd ha sottolineato l’importanza di disciplinare il rapporto tra Comune e Ravenna Manifestazioni, il soggetto culturale più importante del nostro territorio per qualità dei progetti e capacità di declinare proposte rivolte a più generazioni e ad altre realtà culturali della città.

Il gruppo Lista per Ravenna, pur non mettendo in discussione la qualità dell’opera della Fondazione, ha evidenziato che il Consiglio comunale deve essere messo in condizioni di conoscere ogni elemento. Tra questi anche le cifre della convenzione che non si conoscono.

Il gruppo Lega Nord ha chiesto delucidazioni sui costi, ritenuti molto elevati, che devono sostenere le scuole di danza in occasione dei saggi di fine anno che mettono in scena al Teatro Alighieri. Cifre che risultano più alte rispetto ad altre città.

Il gruppo Ama Ravenna si è dichiarato d’accordo con la durata di cinque anni, perché nel 2021, con le celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante Alighieri, si augura che Ravenna Manifestazioni coinvolga il maestro Muti in un grande evento.

Il gruppo Ravenna in comune ha evidenziato che la delibera presenta luci e ombre. Ha ritenuto positivo l’obbligo di realizzare una coproduzione annuale con un’altra realtà culturale cittadina, ma ha posto l’attenzione sulla mancanza di una rendicontazione culturale e di un bilancio sociale.

Il gruppo CambieRà, anticipando il voto di astensione per l’eccellenza della produzione di Ravenna Manifestazioni, ha sottolineato l’importanza di una rendicontazione culturale e di stimolare l’utilizzo del teatro aprendolo ad altre realtà.

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