Cronaca

Traffico di droga tra Ravenna e la Puglia: sgominata associazione di stampo mafioso, 16 arresti

L’attivita’ investigativa, protrattasi per oltre un anno, avrebbe consentito di ricostruire centinaia di episodi di spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, eroina, hashish e marijuana

Nelle prime ore di martedì mattina i poliziotti della Squadra mobile della Questura di Lecce, in collaborazione con i colleghi della Squadra mobile di Ravenna, dei reparti Prevenzione crimine di Lecce, Potenza e Pescara e del reparto Volo di Bari, nell’ambito di un contesto investigativo che vede coinvolti ben 49 indagati hanno dato esecuzione a 16 misure coercitive emesse dal Gip di Lecce su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia a carico di altrettante persone, indagate a vario titolo per associazione a delinquere di stampo mafioso nonché per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti avvenuti tra il 2015 e il 2016.

L’operazione ha interessato anche il territorio ravennate, in quanto il personale della locale Squadra Mobile ha catturato, in esecuzione del provvedimento, un 40enne di origini brindisine, trasferitosi da circa un anno a Cervia dove lavorava come dipendente stagionale, incensurato, nel contesto indagato in quanto gravemente indiziato del reato continuato, in concorso con altri, di spaccio di sostanze stupefacenti. L’arrestato, rintracciato nella prima mattinata di martedì, è stato sottoposto alla misura restrittiva in regime domiciliare, a disposizione dell’Autorità giudiziaria procedente.

Il procedimento, avviato a seguito di attività di indagine finalizzate a individuare gli autori di una serie di atti intimidatori posti in essere nei confronti di congiunti di un collaboratore di giustizia, è stato poi ulteriormente implementato dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia il quale ha, di fatto, riscontrato l’intero quadro probatorio acquisito nell’ambito dell’attività investigativa. L’attività investigativa, protrattasi per oltre un anno e supportata anche dalle preziose dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, avrebbe consentito di ricostruire centinaia di episodi di spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, eroina, hashish e marijuana, posti in essere dai vari indagati sul territorio. Le intercettazioni telefoniche e ambientali e le conseguenti attività di riscontro poste in essere con i metodi tradizionali di indagini hanno poi consentito di chiudere il cerchio investigativo e rinforzare quanto dichiarato dai due collaboratori di giustizia.

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