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Domenica, 29 Maggio 2022
Cronaca

Transizione ecologica, un presidio ambientalista per chiedere l'abbandono delle fonti d'energia fossile

Gli ambientalisti attaccano il progetto dell’impianto di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica: "Produrrà più emissioni di quante riuscirà a ridurne, come dimostrato in diversi altri luoghi del mondo"

"La crisi climatica e ambientale che tutto il mondo sta vivendo dovrebbe indurre ad intraprendere senza indugio la via dello sviluppo delle fonti rinnovabili, della produzione diffusa e decentrata, dei piani di risparmio energetico e della tutela e valorizzazione del territorio e dei beni naturali. Al contrario, con pochissime eccezioni, il mondo politico e i poteri economici, raccontando un mare di bugie sulle cause dell’aumento delle bollette, spacciando il gas e il nucleare come possibili strumenti di transizione, e disprezzando gli scenari e le indicazioni che autorevolissime istituzioni scientifiche internazionali disegnano per il futuro, non solo si oppongono ad iniziare un progressivo ridimensionamento del modello estrattivista, ma ne propongono l’ampliamento e il potenziamento. Se questo disegno passerà, tutti gli obiettivi di riduzione delle emissioni, di contrasto al surriscaldamento e di lotta ai vari tipi di inquinamento verranno mancati, e fra un decennio la situazione sarà addirittura peggiorata rispetto all’attuale". Partendo da questa considerazione il Coordinamento ravennate “Per il Clima – Fuori dal Fossile”, insieme a Legambiente, alla Rete Emergenza Climatica e Ambientale dell’ Emilia Romagna e al movimento dei Fridays for Future di Ravenna, nell’ambito della Giornata di mobilitazione nazionale contro il gas e il nucleare, indice per sabato 12 febbraio, alle ore 10.30, un presidio in prossimità della centrale Eni di Casalborsetti.

"Bisogna che la società tutta e i movimenti in difesa della qualità della vita esprimano sempre di più la rivendicazione dell’abbandono delle fonti fossili, del modello di vita ad esse legato e delle operazioni di greenwashing, quelle cioè che cercano di spacciare per transizione ecologica ciò che in realtà va in senso esattamente opposto - prosegue il Coordinamento ravennate Per il Clima Fuori dal Fossile - Come, per citare uno dei principali esempi a noi vicini, la proposta di realizzazione a Ravenna dell’impianto di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (i cui lavori preliminari stanno già iniziando a Casalborsetti), che con tutta probabilità produrrà più emissioni di quante riuscirà a ridurne, come dimostrato in diversi altri luoghi del mondo, dove impianti analoghi si sono dimostrati fallimentari".

Anche il gruppo ravennate di Sinistra Italiana aderisce alla manifestazione. "L’attuale crisi energetica sta presentando un conto salatissimo alle famiglie e alle imprese, ed è destinata ad avere un impatto violento sulla nostra economia. I pesanti rincari sulle bollette energetiche sono il frutto di una lunga serie di scelte sbagliate, orientate al profitto immediato e non al benessere sociale e ambientale. I fondi messi a disposizione dal governo altro non sono che un palliativo, destinato tra l’altro a mettere ulteriori ipoteche sul futuro dei nostri figli".

"Respingiamo con forza l’idea che tutto questo sia inevitabile. Ci preoccupa molto la mancanza di visione a lungo termine delle nostre classi dirigenti - continua Sinistra Italiana - che di fatto ha impedito e sta impedendo una programmazione di lungo periodo, necessaria per arrivare realmente a una maggiore indipendenza energetica, con benefici certi tanto per l’economia che per l’ambiente. Un diverso modello di sviluppo è possibile".

Anche il gruppo ravennate di Potere al Popolo fa sapere che sarà presente alla mobilitazione. "Chi ci conosce e ci ha seguito sa perfettamente che siamo stati, tra le varie liste candidate nell’ultima campagna elettorale per le comunali, fra i pochissimi a sostenere senza se e senza ma la tesi della transizione ecologica come unica risposta possibile e strategica per il futuro. Sa di come il nostro essere ambientalisti non sia “giardinaggio” ma parta da un'analisi politica forte e precisa contro il liberismo sfrenato che sfrutta per profitto ogni cosa, come diceva Chico Mendes - afferma il direttivo ravennate del partito - Il nostro no verso la costruzione del deposito di stoccaggio del CCS e del GNL è stato forte e chiaro".

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