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Martedì, 29 Novembre 2022
Cronaca

Trasferimento della Motorizzazione a Cesena, il prefetto: "La decisione va rivista"

Il prefetto De Rosa: "E' necessario avviare un percorso condiviso prima di assumere decisioni così drastiche che possono comportare disfunzioni e disagi all'utenza"

Crescono le polemiche in città, in seguito all'ipotesi di un trasloco dell'ufficio della Motorizzazione Civile di Ravenna a Cesena, già criticata dalla Uil di Ravenna, e motivata dalla procedura, andata deserta, di ricerca di una nuova sede. Sulla questione anche il prefetto di Ravenna, Castrese De Rosa, che evidenzia come anche il sindaco Michele De Pascale abbia manifestato il proprio "stupore e sconcerto per la decisione prospettata che priverebbe la comunità di Ravenna di un Ufficio importante con gravi disagi per tutti gli utenti costretti a doversi rivolgere all'Ufficio di Cesena".

"Senza voler entrare nel merito delle criticità riscontrate nella procedura locativa, tra l'altro comuni a tanti Uffici Statali, la soluzione individuata di trasferire a Cesena gli Uffici della Motorizzazione di Ravenna non può rappresentare la soluzione ottimale o il punto di approdo per risolvere la problematica locativa, in quanto altrimenti si dovrebbe procedere al trasferimento di tanti altri Uffici che versano nella medesima situazione - aggiunge il prefetto - Purtroppo, è notorio che l'iter di ricerca di nuovi stabili spesso si conclude negativamente e sovente le occupazioni extra-contrattuali restano l'unica soluzione per consentire la permanenza in loco degli Uffici".

Il prefetto De Rosa invita quindi la Motorizzazione a "rivedere la decisione ventilata, e quindi il trasferimento della Sezione di Ravenna dell'UMC di Bologna e del relativo personale presso la sezione di Forlì-Cesena". De Rosa inoltre sottolinea che, insieme al Sindaco di Ravenna, "ha manifestato la sua disponibilità, ritiene necessario avviare un percorso condiviso prima di assumere decisioni così drastiche che possono comportare disfunzioni e disagi all'utenza e contenziosi nelle sedi giurisdizionali. Per tutto ciò, si manifesta la piena disponibilità e l'opportunità di un incontro da svolgersi in sede locale anche in videoconferenza nei prossimi giorni".

Gentilini (Unasca): "Servizio pubblico fondamentale per abitanti della provincia"

"Ovvio che questa decisione, sebbene non inattesa, sia tutt’altro che gradita a chi lavora nel settore - conferma Yuri Gentilini, segretario provinciale Unasca e presidente di Au.Ra. Autoscuole Ravenna - Sapevamo che da quella sede la Motorizzazione avrebbe dovuto andarsene, e che i bandi pubblicati erano andati deserti, ma speravamo, e speriamo tuttora, che anche grazie all’interessamento delle amministrazioni Comunale e Provinciale si possa trovare una soluzione meno scomoda e penalizzante per una realtà come la nostra. In cui questo servizio pubblico fondamentale deve rispondere alle esigenze dei circa 400.000 abitanti della provincia di Ravenna, oltre a tutto l’indotto che deriva dal porto commerciale (il sesto a livello nazionale per flusso di merce movimentata), e da tutte le aziende di autotrasporto che operano in questo settore strategico".

Lo spostamento a Cesena, infatti, creerebbe non pochi problemi. “In primis ai dipendenti della Motorizzazione, già gravati da una carenza cronica di personale, che sarebbero inoltre costretti quotidianamente ad una modifica di abitudini lavorative e di spostamenti decisamente impattante dal punto di vista economico e di qualità della vita. La seconda conseguenza cadrebbe su chi deve sostenere l’esame di teoria per la patente di guida - prosegue Gentilini - siccome è obbligatorio farlo esclusivamente presso le aule informatizzate della Motorizzazione, tutti gli utenti della provincia di Ravenna sarebbero costretti a convergere sulla sede di Cesena. Per ultimi, anche noi operatori professionali, agenzie, autoscuole, dovremmo spostarci a Cesena per l’espletamento di qualsiasi pratica”.

Non cambierebbero invece le modalità per gli esami di pratica: “le sedute di guida sono svolte in conto privato presso le sedi delle autoscuole – rassicura Gentilini - per cui continueremo a farle a Ravenna. Da questo punto di vista non cambia niente, perché sono le autoscuole stesse a farsi carico dei costi di organizzazione e delle trasferte dei funzionari esaminatori”.

Bakkali (Pd): “Impensabile il trasferimento della motorizzazione”

Sulla vicenda interviene anche Ouidad Bakkali, presidente del Consigliio comunale di Ravenna e neoletta deputata del Partito Democratico. "Il trasferimento della Motorizzazione, peraltro senza l'imprescindibile confronto con il territorio e con le parti sociali, è inaccettabile e su questo tema mi impegno sin d'ora a trattare la questione anche a livello nazionale proponendo un'interrogazione parlamentare per chiedere l'intervento del Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibile. La “mancanza di una sede alternativa” è una giustificazione insufficiente per trasferire a 30 km un servizio pubblico essenziale per la cittadinanza e le imprese, in una provincia, quella di Ravenna, cruciale per il settore dell'autotrasporto in Italia e dove trovano sede consorzi di autotrasportatori, servizi strategici per la logistica. Oltre al tema dei 21 lavoratori, giustamente posto dai sindacati - conclude Bakkali - trovo impensabile che tutta la provincia di Ravenna per conseguire gli esami per le varie patenti, effettuare la revisione dei veicoli, trovare un front-office per il rilascio di documenti debba recarsi a Cesena".

Grandi e Donati (Viva Ravenna): "Decisione assurda"

"L’attuale sede di via Trieste non è di proprietà della Motorizzazione, che la utilizza in virtù di un contratto di affitto, ma pare che se da un lato i locali non rispondono più alle normative vigenti in materia anche i tentativi posti in atto per reperire una nuova sede siano andati a vuoto, da qui la decisione (del tutto assurda) di trasferire la sede operativa a Cesena", affermano i consiglieri comunali di Viva Ravenna Nicola Grandi e Filippo Donati che si dichiarano totalmente contrari alla decisione di trasferire la sede della Motorizzazione ravennate a Cesena. Per i consiglieri si tratta di "un servizio pubblico che come tale non può essere interrotto quando e come si vuole: non è possibile né accettabile lasciare un’intera provincia senza questo vitale servizio. Comprendiamo il problema dell’aumento generalizzato dei costi di gestione, ed il fatto (peraltro intollerabile) che i diritti dei dipendenti vengano messi in secondo piano rispetto alle esigenze di questo istituto ma un’azienda che eroga servizi ha l’obbligo di mettere la soddisfazione dei bisogni del cittadino davanti al mero perseguimento di un utile".

"Prendiamo atto peraltro dell’intervento puntuale del Prefetto, oggettivamente sempre molto attento e presente rispetto alle esigenze della città, che ha scritto al Ministero per chiedere chiarimenti immediati (augurandoci che l’insediamento del nuovo governo non porti ad inutili lungaggini) e dell’appello del sindaco De Pascale, che però non deve rimanere tale ma concretizzarsi al più presto in azioni forti e decise a difesa del diritto dei ravennati di non perdere questo servizio. Da parte nostra - concludono Grandi e Donati - nell’esercizio del ruolo di lista civica che i cittadini ci hanno assegnato con il loro voto, vigileremo affinché ciò possa avvenire e diamo fin da ora la massima disponibilità, in ogni sede che possa essere di nostra competenza, ad affiancare le autorità in questa che è prima di tutto una battaglia di buon senso e civiltà, con i nostri consiglieri comunali ma anche con tutti i volontari che continuano ad affiancarli e che hanno fortemente caldeggiato questa presa di posizione".

Cgil: “Bloccare l’inaccettabile trasferimento della Motorizzazione”

La Cgil e la Fp Cgil di Ravenna chiedono di bloccare urgentemente la procedura di trasferimento dell’Ufficio della Motorizzazione civile di Ravenna a Cesena. Sul tema, la Camera del lavoro e il sindacato di categoria invocano l’apertura di un confronto, sia a livello nazionale che locale, per fermare il trasferimento dalla sede di via Trieste a Ravenna e per individuare una soluzione positiva alla vicenda.

"Occorre innanzitutto ripristinare le corrette relazioni tra i sindacati e le controparti per salvaguardare un servizio indispensabile, alla cittadinanza e al territorio, e per tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. In questa fase è necessario che tutte le istituzioni, a partire da Comune, Provincia e Prefettura di Ravenna, si adoperino urgentemente per fermare la procedura e individuare soluzioni alternative che non penalizzino attività economiche, cittadini, lavoratori - afferma il sindacato - Il territorio sconta mesi di approccio burocratico da parte delle amministrazioni centrali, incaricate di garantire una sede idonea alla motorizzazione di Ravenna, mettendo in secondo piano le esigenze della comunità ravennate". La Cgil e la Fp Cgil si sono già attivate, sia con il Ministero delle Infrastrutture sia a livello locale, per aprire le necessarie interlocuzioni.

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