Cronaca

Tre mosaicisti donano le loro opere ai musei ravennati: "Lo abbiamo fatto per la nostra città"

Le opere di Giuliano Babini, Marco De Luca e Paolo Racagni arricchiranno gli spazi espositivi del Mar e del Tamo: "Cinquant’anni di attività nell’ambito della cultura musiva, sono il nostro comune denominatore"

Un’importante donazione arricchirà il patrimonio culturale del Comune di Ravenna. Tre artisti, esponenti dell’evoluzione del mosaico ravennate, hanno infatti donato un nucleo di sei opere che arricchiranno gli spazi espositivi del Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna e di Tamo e saranno parte di un progetto che illustrerà proprio la storia del mosaico ravennate e delle sue diverse interpretazioni contemporanee. Si tratta di Giuliano Babini, Marco De Luca e Paolo Racagni, esponenti di una generazione che ha definito il mosaico come opera d’arte autonoma. Babini, De Luca e Racagni lavorano dai primi anni Settanta con un approccio innovativo alla tecnica musiva che si traduce nel totale abbandono del cartone e utilizzando la pittura e la scultura come espressioni primarie delle loro opere a mosaico.  Si tratta di una donazione che vuole lasciare un segno alla città di Ravenna raccontando come è cambiato il mosaico nel corso degli ultimi trent’anni, così come si sono evolute la pittura e la scultura.

"Abbiamo deciso di donare le opere per l’attaccamento alla nostra città, alla cultura musiva espressa attraverso i suoi monumenti, le sue istituzioni scolastiche, artistiche, culturali. Più di cinquant’anni di attività nell’ambito della cultura musiva, sono il nostro comune denominatore, unito al nostro impegno di insegnanti, mosaicisti, artisti. La nostra donazione intende inserirsi e contribuire ad alimentare quella dinamica del confronto continuo con l’evolversi della tecnica musiva. Abbiamo trovato nel mosaico quell’identità espressiva che unita ad altri media, in particolare pittura e scultura, ci ha permesso di approdare a sintesi formali diverse e autonome: tradizione e innovazione, non la marginalità del mosaico tra le forme espressive contemporanee ma una diversa centralità", hanno dichiarato Babini, De Luca e Racagni in merito alla loro donazione alla città.

"In quest’anno in cui la pandemia ci ha costretti a rinviare al 2022 la Biennale di mosaico contemporaneo, questa donazione – dichiara l’assessora alla cultura Elsa Signorino – dà continuità agli indirizzi che questa Amministrazione ha voluto imprimere alla Biennale, e in particolare a partire dalla sua V edizione, nella quale il mosaico contemporaneo invadeva tutti gli spazi della città coinvolgendo decine di interlocutori pubblici e privati. In quella edizione del 2017 il MAR proponeva, per le cure di Alfonso Panzetta, la mostra “Montezuma, Fontana, Mirko. La scultura in mosaico dalle origini ad oggi”, vera “enciclopedia” e punto di riferimento per gli sviluppi futuri dell’arte musiva. Un ruolo centrale nella mostra era riservato agli artisti ravennati, che confermano oggi, nelle persone di Giuliano Babini, Marco De Luca e Paolo Racagni, tra gli artisti che hanno maggiormente contribuito all’evolversi del mosaico da tecnica ad arte, il loro amore per la città e per le sue “civiche” istituzioni".

"Ringrazio di cuore – afferma il sindaco Michele de Pascale – gli artisti che hanno voluto donare le loro pregevoli opere al Comune, testimoniando non solo attenzione e affetto per la città, ma anche il pieno riconoscimento del carattere identitario dell’arte musiva che ormai da secoli accompagna e scandisce la vita storica e culturale di Ravenna".

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