Cronaca

Tredici anni senza Pier Paolo D’Attorre. Il saluto del sindaco De Pascale: "Le sue parole sono intramontabili"

L'emergenza Coronavirus non oscura la memoria di D’Attorre. Il ricordo del Pd e del sindaco De Pascale: "Noi ce la faremo, perché vogliamo che la piazza continui a palpitare di vita intensa"

Il 27 aprile 1997 ci lasciava il sindaco Pier Paolo D’Attorre. Il circolo del Partito Democratico di Ravenna, che oggi porta il suo nome, lo ricorda ogni anno il 25 aprile con una breve cerimonia presso il suo monumento, la panchina in mosaico a Porta Adriana. Un saluto a cui sempre si unisce, in rappresentanza di tutta la città, il sindaco di Ravenna. Quest’anno però la pandemia impedisce le cerimonie pubbliche e così il circolo prepara un omaggio alternativo al primo cittadino scomparso tredici anni fa.

"Lo ricorderemo in maniera più raccolta e i nostri fiori saranno comunque presenti il 25 aprile sulla sua panchina, assieme al libro e al nostro saluto". Un saluto cui si associa anche il Sindaco De Pascale che ha lasciato questa dichiarazione: “'Noi ce la faremo, perché vogliamo che la piazza continui a palpitare di vita intensa, continui a ricordarci che le fortune della città possono essere alterne, ma mai perdute'. Queste parole, che pronunciò nel 1996 Pier Paolo D'Attorre per introdurre il progetto della rinnovata piazza del Popolo, sono in questo difficile momento quanto mai attuali. La nostra piazza a causa dell’emergenza Covid-19 oggi purtroppo non palpita di vita intensa, e non sarà possibile ricordare D’Attorre come facciamo tutti gli anni insieme davanti alla sua panchina. Ma come in tante altre occasioni le sue parole sono intramontabili ci trasferiscono una lettura contemporanea che ci infonde speranza e coraggio, “Noi ce la faremo”.

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