"Troppa fila per iscriversi ai 'Lavori in Comune'": volontari ammassati fuori dall'ufficio

Si sono aperte lunedì 10 giugno, per quattro giorni, le iscrizioni ai “Lavori in Comune 2019”, una settimana di volontariato per la città, riservata a ragazzi e ragazze tra i 14 e i 19 anni

Si sono aperte lunedì 10 giugno, per quattro giorni, le iscrizioni ai “Lavori in Comune 2019”, una settimana di volontariato per la città, riservata a ragazzi e ragazze tra i 14 e i 19 anni: attività svolte a titolo completamente gratuito con il beneficio, per chi frequenta almeno la terza superiore, di ottenere crediti formativi, da svolgere in un settore scelto liberamente fino ad esaurimento dei posti.

"Qualcosa però non ha funzionato, almeno in città, nell’organizzazione delle iscrizioni - puntualizza Stefano Donati, capogruppo di Lista per Ravenna nel consiglio del Centro urbano - La locandina del progetto elencava quattro sedi in cui poterle effettuare nel capoluogo, specificando che solo il primo giorno, a partire dalle 8.00, sarebbero state presenti postazioni elimina coda. Ciò ha spinto gli interessati a precipitarsi lunedì stesso, forse maggiormente attratti a recarsi nel primo ufficio indicato, al secondo piano di viale Berlinguer, in quanto più facilmente accessibile e con ampia possibilità di parcheggio nei giorni non di mercato. Obiettivo intuibile: riuscire a ottenere una posizione di lavoro gradita. Di qui le scene sconvolgenti riferite con sgomento a Lista per Ravenna. L’organizzazione non ispirava forse tanta fiducia, visto che i primi ragazzi si sono presentati davanti all’ingresso di viale Berlinguer già alle 5 di mattina. Chi è arrivato alle 7.00 aveva già oltre 70 persone davanti. Nell’ufficio preposto, tre impiegate erano addette a raccogliere le iscrizioni, registrando per ciascun nominativo l’indirizzo di residenza, il codice fiscale e la scelta del laboratorio di interesse. Alle 11.40, quando il contanumeri era arrivato a quota 200, solo pochissimi ragazzi ce l’avevano fatta. La lunga attesa aveva intanto prodotto una fila interminabile di persone, che dal secondo piano arrivava al piano terra, il cui sconforto e sdegno erano giustificati da ore di attesa in piedi, con la disponibilità di un solo bagno, in condizioni di umidità e caldo afoso, naturalmente aggravata dal doversi comprimere negli stretti corridoi dello stabile. Le pessime modalità di organizzazione e di gestione messe in piedi dall’amministrazione comunale inducono a chiedersi perché non sia stato possibile, nel terzo millennio dopo Cristo, progettare un sistema di iscrizione online, in tal modo risparmiando a una folla tanto numerosa di cittadini “volenterosi” un’esperienza allucinante".

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