Cronaca

Trovata morta nel pozzo, "come Garlasco e Perugia"

Un'assoluzione completa senza richieste subordinate. E' quanto l'avvocato Giovanni Scudellari ha chiesto per il suo assistito, l'imprenditore lughese 39enne Marco Cantini

Un'assoluzione completa senza richieste subordinate. E' quanto l'avvocato Giovanni Scudellari ha chiesto per il suo assistito, l'imprenditore lughese 39enne Marco Cantini accusato di avere ucciso, lanciandola in un pozzo la notte del 21 agosto del 2008, la 23enne moglie cubana Yanexy Gonzales Guevara. Il cadavere della giovane era stato trovato dai carabinieri nel casolare di Passogatto di Lugo, a 200 metri dalla casa dei coniugi, la sera del 2 settembre successivo.

L'imputato era finito in carcere a oltre due anni dai fatti grazie a una specifica ordinanza cautelare emessa in ragione dei nuovi accertamenti eseguiti dai Ris. Ma proprio su tali rilievi ha puntato il dito la difesa. In quanto alla ricostruzione del pubblico ministero Monica Gargiulo, "nessuna certezza ma solo ipotesi senza nessuna evidenza scientifica dietro". L'avvocato ha più volte citato in proposito due delitti risolti con altrettante assoluzioni, sebbene giunte in fasi differenti del procedimento: l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco (Pavia) e quello di Meredith Kercher a Perugia.

Sulla causa della morte della 23enne, il legale ha sottolineato come né il consulente del Pm né il perito nominato dal Gip avessero riscontrato lesioni riconducibili a terzi: il primo ha anzi aperto all'ipotesi del suicidio, definendola più armonica sulla base degli elementi raccolti. Mentre il secondo ha escluso che lo stato di decomposizione del corpo abbia potuto nascondere dei segni.

Per l'avvocato Scudellari insomma "gli elementi non ci sono". Il co-difensore, Luca Berger, ha invece puntato sulle qualità del detenuto Cantini. E in una brevissima arringa ha parlato tra l'altro dell'encomio consegnato il 24 ottobre dalla direttrice del carcere di Forlì, Palma Mercurio, all' imputato per il suo comportamento ineccepibile: ha tra l'altro tinteggiando volontariamente i muri della prigione. Nell' encomio, già depositato tra gli atti a disposizione della Corte d'Assise, si fa riferimento "all'impegno mostrato nello svolgere la propria attività lavorativa" e al "senso di responsabilità e professionalità nel ristrutturare ed imbiancare parti dell'istituto".

Per Cantini l'accusa nella scorsa udienza aveva chiesto l'ergastolo e sei mesi d'isolamento per omicidio pluriaggravato, occultamento di cadavere e simulazione del furto della propria auto alla vigilia di un accertamento dei Ris. Eventuali repliche delle parti e sentenza sono attese il 4 dicembre.

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