Terrorismo, ennesimo "foreign fighter" scovato nel ravennate: espulso dall'Italia

Sarebbe emerso essere un soggetto pericoloso radicalizzato jihadista, già operativo nei teatri del jiahd Siro-Iracheno, nelle fila delle organizzazioni terroristiche di Jabhat al-Nusra prima e di Islamic State poi

Ennesimo "foreign fighter" scovato nel ravennate. La Polizia di Stato ha individuato ed espulso, accompagnandolo in Albania, un 28enne di nazionalità albanese che sarebbe emerso essere un soggetto pericoloso radicalizzato jihadista, già operativo nei teatri del jiahd Siro-Iracheno, nelle fila delle organizzazioni terroristiche di Jabhat al-Nusra prima e di Islamic State poi. Ciò è stato possibile grazie all’incessante lavoro della Digos della Questura di Ravenna, la cui attività si è focalizzata in un incessante monitoraggio, al fine di garantire una situazione di sicurezza per i cittadini sul territorio.

L'uomo era giunto nella provincia di Ravenna insieme alla sua compagna, connazionale ma già cittadina italiana, in avanzato stato di gravidanza. Il sentore degli investigatori è stato, fin da subito, che la coppia fosse intenzionata a stabilirsi in questa provincia, far nascere il bambino in Italia e, di conseguenza, avviare la procedura di regolarizzazione dello status in Italia per ottenere il permesso di soggiorno del padre del nascituro. Ritenendo pertanto sussistenti i presupposti di pericolosità dell’individuo per l’ordine a la sicurezza pubblica, si è avviata parallelamente la procedura di richiesta al Ministero dell’Interno in attesa della successiva emissione del provvedimento di espulsione dal territorio nazionale.

All’alba di giovedì, il personale della Digos e dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Ravenna ha prelevato il 28enne dal proprio domicilio di Castelbolognese, dando così esecuzione al provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. L’uomo, dopo l’udienza di convalida davanti al Giudice di Pace, è stato condotto con scorta all’aeroporto di Fiumicino dove è stato messo a disposizione di altro personale preposto al suo trasferimento con volo diretto Roma–Tirana.

Lega Nord

"Un plauso alla Digos ravennate che sta conducendo operazioni encomiabili di intelligence e per la sicurezza delle nostre comunità - commenta Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna - Già da anni Ravenna e Bologna, ma anche altre località emiliano-romagnole come Rimini, sono considerate crocevia del fondamentalismo: ci sembra tuttavia che le nostre sollecitazioni siano state accolte con sufficienza, quando non con fastidio. Non è più tollerabile che di fronte all’emergere di questa rete dell’islamismo radicale si finga stupore o ancora peggio ci si volti dall’altra parte".

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Lista per Ravenna

"Se è vero, si può convenire, che un rapporto diretto tra moschea di Ravenna e arruolamento nelle milizie jiadistiche è da escludersi - commenta il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - maggiore cautela dovrebbe aversi nell’escludere che all’origine del fenomeno, vistosamente esploso a Ravenna più che altrove in Italia, non abbia contribuito l’attrazione di una moschea “metropolitana” accolta a braccia aperte da una troppo ospitale città di provincia".

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