Mail a "nome" della Procura o delle Agenzie delle Entrate: attenzione alle "bufale"

Confesercenti ricorda in proposito "che come ha più volte pubblicizzato la stessa Agenzia delle Entrate, per le proprie pretese emette avvisi bonari, avvisi di liquidazione, avvisi di accertamento, ruoli notificati al contribuente tramite pec, oppure posta, oppure ufficiale giudiziario, mai con e-mail ordinaria"

"Non aprire i messaggi di posta elettronica nei quali si richiedono dati sensibili o numeri di conto correnti". E' il monito di Confesercenti Ravenna, dopo che "diverse aziende associate hanno ricevuto in questi giorni delle mail contenenti autentiche “bufale” per non dire peggio, provenienti da una presunta Agenzia delle Entrate o Dipartimento delle Entrate. Addirittura alcune ne hanno ricevute a “nome” della Procura che comunica l’arresto del conto corrente e del patrimonio, con numero di causa, fasullo ovviamente".

Confesercenti ricorda in proposito "che come ha più volte pubblicizzato la stessa Agenzia delle Entrate, per le proprie pretese emette avvisi bonari, avvisi di liquidazione, avvisi di accertamento, ruoli notificati al contribuente tramite pec, oppure posta, oppure ufficiale giudiziario, mai con e-mail ordinaria. Inoltre, l'amministrazione finanziaria non può mai chiedere direttamente il prelievo dal conto personale. In caso di mancato pagamento di un atto emesso dall'Agenzia delle Entrate, il carico tributario viene trasmesso ad Equitalia che, in caso di inadempimento, esperirà le eventuali azioni esecutive (fra le quali è previsto anche il pignoramento dei conti bancari). Quindi è sempre Equitalia che riscuote e mai l’Agenzia delle Entrate".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"La truffa è un espediente (purtroppo uno dei tanti che circola anche con altri tentativi di presunte Banche, Poste, Agenzie, Forze dell’ordine e altro) per carpire dati sensibili e/o le coordinate bancarie dei conti correnti nel chiaro tentativo di usarli - conclude Confesercenti -. Attenzione quindi a non aprirle, a non aprire i link, e a non rispondere. Gli uffici dell’Associazione, che sono a disposizione delle aziende per consulenza e informazioni, hanno anche informato la Polizia Postale ravennate".
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Disperato dopo la separazione, costretto a svendere su internet anche l'aspirapolvere

  • Acquista una scultura per pochi euro e scopre di aver trovato un tesoro

  • Apre un nuovo supermercato: "Risanata un'area dismessa e investiti 5 milioni di euro"

  • Elezioni a Faenza: lo spoglio delle schede e i risultati - LA DIRETTA

  • Coronavirus, l'Emilia Romagna si smarca dall'obbligo della mascherina all'aperto

  • Coronavirus, si aggiorna la lista dei contagiati: altri casi per contatti familiari

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RavennaToday è in caricamento