menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Nonna sono in ospedale col Covid, mi servono soldi": la truffa colpisce una ravennate

E' questa, in sintesi, l'ultima trovata dei truffatori che cercano di raggirare le persone - specialmente gli anziani - sfruttando l'emergenza Covid come scusa

"Nonna aiutami, ho il Coronavirus e sono in ospedale, mi servono soldi!". E' questa, in sintesi, l'ultima trovata dei truffatori che cercano di raggirare le persone - specialmente gli anziani - sfruttando l'emergenza Covid come scusa. Funziona così: la vittima riceve una chiamata da una persona che si finge medico e che dice che un parente, figlio o nipote, è grave in ospedale a causa del Covid e che servono soldi per una nuova cura sperimentale. Il finto medico dice il nome esatto del parente, così l'anziano si preoccupa e non si insospettisce. In alcuni casi il truffatore finge addirittura di essere il parente "malato".

Ma come ha fatto a scoprire il nome del parente? Qualche giorno prima la stessa persona, o un complice, chiama la vittima fingendo di fare un sondaggio telefonico e così carpisce i dati dei parenti. All'apparenza un innocente sondaggio telefonico, che sembra un'indagine di mercato, per scoprire i nomi di figli e nipoti e poi fare telefonate mirate.

Giovedì la truffa ha colpito Luciana, una donna di Ravenna, che fortunatamente non è cascata nel trucchetto dei truffatori: "Ho ricevuto una telefonata dove una ragazza si spacciava per mia nipote, dicendomi che era all'ospedale con 40 e mezzo di febbre - racconta la donna - Quando ho chiesto dov'erano i genitori, mi ha risposto che stavano facendo il tampone e non potevano rispondere al telefono. Mi sono messa in allarme perchè non riconoscevo la voce di mia nipote: al che mi ha risposto che aveva la flebo, la mascherina e non riusciva a parlare bene. La pronuncia era torinese, mia nipote ha la mamma torinese quindi sapevano come parlare. Mi ha anche chiesto se andavo a comperare delle punture che arrivano dalla Cina e sono molto costose. Quando le ho chiesto "ma scusa la mamma ti ha detto di fare questo?", lei ha risposto "sì perchè la mamma e il papa stanno facendo il tampone, se faccio queste punture fra due giorni sono fuori dall'ospedale". Mi è preso un colpo, ma fortunatamente ho capito che qualcosa non quadrava, non aveva senso. Pur essendo agitatissima ho capito le ho detto che avrei chiamato i genitori, poi ci saremmo risentite".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RavennaToday è in caricamento