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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Intascavano la pensione dei parenti defunti da anni: i Finanzieri stanano 12 "furbetti"

In un caso è stato riscontrato che uno dei soggetti smascherati avrebbe riscosso la pensione di un familiare morto più di tre anni prima, intascando quasi 62mila euro attraverso ripetuti prelievi bancomat

Avrebbero nascosto all'Inps la morte dei loro parenti defunti, in alcuni casi anche da anni, continuando a riscuotere le loro pensioni, sulle quali si erano fatti precedentemente delegare alla consegna. La Guardia di finanza di Bologna, in collaborazione con l'Inps nazionale e provinciale, ha denunciato alla Procura 12 persone, delle quali 11 residenti nel bolognese e una nel ravennate, per un totale di importi sottratti di oltre 272mila euro.

Nei confronti di 9 di essi, il Gip di Bologna Rossella Materia, su richiesta del sostituto procuratore Luca Alfredo Davide Venturi, che ha coordinato le indagini, ha emesso un decreto di sequestro preventivo per 160mila euro, al fine di sottrarre alla disponibilità degli indagati il corrispondente illecito profitto. Le indagini erano partite nel 2016 e inizialmente avevano interessato il solo comune di Bologna, permettendo di individuare quattro persone che avevano percepito le pensioni di defunti per un importo complessivo di oltre 190mila euro. La seconda fase dell'indagine ha invece riguardato l’approfondimento di 25mila posizioni di soggetti deceduti nel triennio 2013/2015, su tutto il territorio metropolitano.

I finanzieri hanno quindi scovato altre 12 persone che, nascondendo all’Inps il decesso di loro congiunti, avrebbero usufruito illegalmente delle loro pensioni, favoriti anche dal fatto che la maggior parte di loro era delegata a operare sui conti correnti bancari dei parenti estinti. In un caso è stato riscontrato che uno dei soggetti smascherati avrebbe riscosso la pensione di un familiare morto più di tre anni prima, intascando quasi 62mila euro attraverso ripetuti prelievi bancomat. Le persone denunciate sono state segnalate anche all’Inps, in virtù dell’apposito protocollo d’intesa stipulato tra la Guardia di Finanza e l’ente previdenziale, che peraltro nella quasi totalità dei casi aveva già avviato autonome procedure di recupero delle rate pensionistiche indebite.

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