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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca Bagnacavallo

"Sua figlia ha investito un bambino, le servono 3500 euro": i Carabinieri sventano la truffa

L'anziana sconvolta inizialmente si è accordata con il truffatore per la consegna del denaro. Prima di procedere, però, ha informato il marito che, insospettito dall’insolita richiesta, ha deciso di contattare i Carabinieri

"Signora hanno arrestato sua figlia perché ha causato un grave incidente e ha investito un bambino, le servono 3500 euro per pagare l'avvocato": è l'ennesima truffa - anche se questa volta, fortunatamente, solo tentata - che nel pomeriggio di mercoledì pomeriggio hanno sventato i Carabinieri della compagnia di Lugo, grazie alla segnalazione della vittima, un'anziana residente a Bagnacavallo.

La donna ha ricevuto una telefonata da parte di un sedicente Carabiniere che la informava dell’avvenuto arresto della propria figlia, resasi responsabile di un grave sinistro stradale nel quale si era resa responsabile dell’investimento di una donna con un bambino, per cui sarebbe rimasta ristretta in cella per 90 giorni. L’unico modo per evitare di trattenerla in carcere, ha spiegato il truffatore, era quello di pagare a un avvocato, nominato per la difesa la somma di 3.500 euro.

La donna, sconvolta da quanto successo, inizialmente si è accordata con il truffatore per la consegna del denaro nelle mani del "professionista" davanti alla propria banca a Lugo, dove avrebbe prelevato la somma indicata per poi consegnarla al presunto avvocato. Prima di procedere, però, la vittima fortunatamente ha informato del contenuto di quella telefonata il marito che, insospettito dall’insolita richiesta, ha deciso di contattare la centrale operativa del comando compagnia Carabinieri di Lugo, raccontando l’accaduto.

Nel giro di pochi istanti, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno raggiunto la banca di Lugo dove, una volta assistito al contatto tra la vittima e il truffatore, distinto ed elegante per fingersi avvocato, lo hanno bloccato e tratto in arresto. Ristretto nelle camere di sicurezza della caserma, il 49enne di origine partenopea nel pomeriggio di giovedì è stato portato in Tribunale e, dopo la convalida dell’arresto, ha aderito alla richiesta dei termini a difesa avanzati dal difensore, che ha disposto il divieto di ritorno dell’imputato nella provincia di Ravenna.

I Carabinieri, intanto, sono al lavoro per verificare se il 49enne si sia già reso responsabile di analoghi reati precedentemente - dal momento che in passato questo "trucchetto" è stato utilizzato per raggirare altre ignare vittime, riuscendo a impossessarsi di cospicue somme di denaro - e se fosse in compagnia di uno o più complici. 

I militari richiamano l’attenzione dei cittadini sottolineando che le modalità utilizzate per compiere tali truffe sono solo un'invenzione ideata dai truffatori per trafugare denaro alle ignare vittime, facendo leva sul particolare stato emotivo da cui vengono colte dopo l’improvvisa notizia riferita telefonicamente. Queste situazioni non accadono durante la normale attività istituzionale. Pertanto, è sempre opportuno diffidare da queste insolite richieste e informare immediatamente le Forze di Polizia presenti sul territorio e, ove possibile, chiedere il supporto di altri familiari o persone di fiducia reperibili.

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