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Cronaca Faenza

L'affare dello smartphone all'ultimo grido si rivela una "sola"

Il capitano Cristiano Marella, al comando della Compagnia di Faenza, ricorda che “i tentativi di truffa online sono all’ordine del giorno e purtroppo di persone in buona fede che per “dare la caccia” ad un buon affare cadono nel tranello, ce ne sono tantissime"

Pensava di aver concluso un buon affare per l’acquisto di un telefonino cellulare all’ultimo grido e invece si è ritrovata truffata. Vittima della truffa una 56enne di Solarolo. La donna, alla fine dell’estate, aveva visto su un sito online l’inserzione di un telefonino di ultimissima generazione nuovo e sigillato e quindi aveva contattato telefonicamente il venditore per chiedere delucidazioni. L’interlocutore, dopo aver comunicato il proprio nome, l’aveva invogliata offrendo quel telefonino “griffato” al prezzo stracciato di 500 euro, inviandole via mail gli estremi della carta ricaricabile dove effettuare il versamento. 

LA TRUFFA - L'acquirente, convinto di poter fare un buon affare visto che altrove il prezzo di quell’identico modello di telefonino era superiore, si era recata al proprio istituto di credito ed aveva versato sul numero di conto indicatole la cifra pattuita, ricevendo poi dal venditore l’assicurazione che l’oggetto era stato spedito tramite corriere espresso, con tanto di numero per rintracciare il pacco. Trascorsi alcuni giorni senza aver ricevuto nulla, la sfortunata solarolese ha provato a telefonare al numero dell’inserzionista che improvvisamente si è “ammutolito”.

Inoltre tramite il servizio clienti del corriere espresso ha scoperto che il numero seriale della spedizione che stava aspettando risultava inesistente. I carabinieri di Solarolo a cui la sfortunata 56enne si è rivolta dopo aver realizzato di essere stata truffata, sono riusciti a risalire ad un 28enne originario della Romania ma “orbitante” in Lombardia che, nello stesso periodo, oltre a quella di Solarolo ha messo a segno altre truffe, tutte con lo stesso “modus operandi”.

IL MODUS OPERANDI - Sostanzialmente il falso venditore pubblicava su alcuni siti dei falsi annunci in cui metteva in vendita smartphone oppure macchine fotografiche di prestigiose marche, utilizzando un numero di telefono intestato ad una persona assolutamente estranea ai fatti nonché un indirizzo mail ingannevole contenente un falso nome e cognome. Quindi, dopo aver allacciato i contatti con gli interessati allettati dal prezzo molto conveniente rispetto a quello dei vari negozi del settore, si faceva accreditare somme di denaro sulla sua carta postepay ed una volta pagato spariva nel nulla, con l’ulteriore inganno del falso numero di spedizione inviato all’acquirente.

L'IDENTIFICAZIONE - Sono stati proprio i movimenti della postepay a tradire il truffatore, infatti i militari dell’Arma sono riusciti a risalire alla sua vera identità attraverso i documenti che aveva utilizzato per intestarsi la carta ricaricabile e per effettuare i successivi prelievi, nonchè individuando l’indirizzo ip utilizzato per pubblicare l’inserzione fraudolenta e per accedere alla casella di posta elettronica che utilizzava per i contatti con gli acquirenti. 

IL CONSIGLIO - Il capitano Cristiano Marella, al comando della Compagnia di Faenza, ricorda che “i tentativi di truffa online sono all’ordine del giorno e purtroppo di persone in buona fede che per “dare la caccia” ad un buon affare cadono nel tranello, ce ne sono tantissime. L’acquirente, infatti, per paura di perdere l’occasione accetta le condizioni senza la necessaria accortezza e quindi effettua il versamento anticipato di denaro consentendo al truffatore di incassare e “svanire” nel nulla, per questo è buona norma non pagare mai in anticipo senza aver prima essere sicuri dell’onestà del venditore”. 

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