Turismo, si analizzano gli impatti del Coronavirus sulla riviera romagnola

Lo scopo è quello di individuare l’entità della crisi, gli strumenti necessari per rispondere ad essa, le attività da mettere in campo e le possibili soluzioni per affrontare un’emergenza sanitaria che non è ancora finita

Il contenimento della pandemia Covid-19 ha costretto vita civile ed economia a uno stop forzato e in questo scenario analizzare, comprendere e capire i cambiamenti e i nuovi trend innescati dagli “shock” registrati sia a livello di offerta che di domanda finale è di primaria importanza per gestire e reagire agli impatti che il lockdown produrrà sulle filiere economiche. Per il settore turistico, tra i più interessati dagli effetti del Covid-19 e dei conseguenti lockdown, è strategico conoscere i nuovi scenari in cui imprese e operatori si troveranno ad agire e individuare policy e strumenti più efficaci per attivare la ripartenza.

La Cooperativa bagnini di Cervia, in collaborazione con il Comune di Cervia e la Regione Emilia-Romagna, ha incaricato il gruppo di lavoro della Società di consulenza Nomisma di analizzare l’impatto del Covid-19 sul settore turistico e sulla finanza dell’amministrazione pubblica di Cervia, per individuare l’entità della crisi, gli strumenti necessari per rispondere ad essa, le attività da mettere in campo e le possibili soluzioni per affrontare un’emergenza sanitaria che non è ancora finita oltre a gestire le emergenze economiche che ne derivano. I risultati dello studio di Nomisma, dal titolo “Progetto Riviera 2020. “Scenari e impatti sulla filiera del mare di Cervia”, saranno presentati in un convegno dopo l’estate per misurare l’entità dei dati alla fine della stagione e a fronte dello svolgimento delle attività estive del territorio.

"Questo importante studio conferma come il turismo sia stato pesantemente colpito dall'emergenza sanitaria e di conseguenza necessiti di una terapia  shock fatta di sostegno agli investimenti, liquidità alle imprese, infrastrutture viabilistiche e accesso agevolato al credito – ha affermato Andrea Corsini, assessore regionale al turismo - La Regione Emilia-Romagna ringrazia la Cooperativa Bagnini di Cervia per lo studio affidato a Nomisma che mette a disposizione utili elementi per sostenere la ripartenza del comparto".

“Ringrazio la Cooperativa Bagnini di Cervia da sempre attenta alle dinamiche economiche e turistiche, per aver commissionato questo studio – è il pensiero del sindaco di Cervia Massimo Medri - È giusto giocare d’anticipo e studiare le possibili ricadute del Covid sul nostro territorio per prevenire e tamponarne per quanto possibile gli effetti. Dobbiamo lavorare in squadra, tra associazioni e istituzioni, per lasciarci questo momento alle spalle il prima possibile ed essere pronti per la prossima stagione turistica. Limitare i danni e salvaguardare aziende e lavoratori: oggi questo è il nostro primo obbiettivo".

“Il mondo del turismo cervese (e non) deve essere pronto a recepire le conseguenze dell’emergenza sanitaria e a ripensare il futuro, a proporsi in modo innovativo davanti agli scenari obbligati di questo momento storico – spiega Fabio Ceccaroni, presidente della Cooperativa bagnini di Cervia - La Cooperativa ha incaricato la società Nomisma per costruire un progetto che ci preparasse a questo. Prima si devono conoscere i dati, i numeri, per leggere la realtà in modo inequivocabile e poi creare gli strumenti fondamentali per affrontare la crisi post Covid-19, per ripensare i mercati e le strategie, per dialogare con enti pubblici e istituti di credito, per essere competitivi e più attrattivi di prima. Fondamentale in questo ragionamento è l’analisi degli effetti sulla finanza dell’Amministrazione comunale a cui è stato dedicato un capitolo all’interno dello studio”.

L’idea è nata per attrezzarsi ad affrontare su vari fronti il mercato turistico nella fase post-covid19, per essere in grado di intervenire da parte sia dell’imprenditore che della località nel momento di difficoltà, per dare risposte alle nuove problematiche ed esigenze della domanda turistica, per comprendere i nuovi scenari di un mercato modificato. Il lockdown ha fatto perdere alla città 156 mila arrivi e 370 mila presenze per la stagione primaverile. Individuare gli scenari evolutivi del settore turistico significa dotare la filiera di uno strumento informativo utile a dimensionare gli impatti prodotti dallo shut-in, valutare il rischio finanziario a cui sarà soggetto il settore e la pubblica amministrazione, acquisire informazioni utili a strutturare servizi adeguati ad attrarre la clientela alla luce del nuovo scenario Covid, definire misure e risorse necessarie per una ripartenza sostenibile.

In questo contesto la società di consulenza Nomisma sta operando per stimare gli impatti prodotti sul settore turistico in merito alla destinazione Cervia dettati dall’emergenza Covid-19, valutare il rischio finanziario e commerciale a cui è soggetto il settore turistico cervese, individuare per corsi da intraprendere. L’attività messa in campo prevede la stima di arrivi e presenze nel 2020 e della durata media del viaggio oltre alla valutazione delle scelte di viaggio degli stranieri. Lo studio prosegue con la stima dell’impatto economico e le conseguenze dell’emergenza sulla valutazione del sistema immobiliare. Un capitolo è poi destinato all’analisi dei capitoli di spesa ed entrata del bilancio comunale e comprensione dell’entità della possibile crisi finanziaria e delle modalità alternative a supporto della gestione di tale situazione.

Secondo quanto emerge dallo studio in corso, per gli esperti Nomisma l’analisi del posizionamento dell’Italia profilata sulla base dei dati 2018 (ultimi dati definitivi disponibili) mostrano gli arrivi nel bel paese pari a 61,6 milioni (+5,7% vs 2017), una performance che la vede in pole position rispetto ai principali competitor come Francia (+2,9%) e Spagna (+1,1%) e nel 2018 il comparto turistico incide per il 13% sul Pil nazionale offrendo occupazione a 3 milioni di italiani. I dati provvisori Istat per il 2019 indicano una crescita delle presenze dell’1,2%, un andamento quindi più modesto seppur positivo rispetto al precedente anno, in cui la crescita si attestava sul 2%. Leggermente più elevato il tasso di crescita delle presenze domestiche (+1,4%) rispetto a quelle straniere (+1%), contrariamente a quanto accaduto invece nell’anno precedente. I primi mesi del corrente anno prospettavano il 2020 come undicesimo anno consecutivo di crescita del turismo a livello mondiale, ma la pandemia ha duramente colpito il settore, generando una crisi senza precedenti. L’Italia ha iniziato il 2020 con un +11% di arrivi turistici nel mese di gennaio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, registrando poi il primo calo (-12%) nel mese di febbraio. Con l’arrivo del lockdown proprio nei mesi primaverili, che rappresentano in media il 23% delle presenze turistiche straniere annuali, l’Italia ha perso 81 milioni di presenze turistiche rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di cui 45 milioni di stranieri. 9 miliardi di spesa turistica straniera e 5 miliardi di spesa turistica italiana sono state perse nel trimestre marzo-maggio 2020 (fonte Istat e Banca d’Italia).

Ad influenzare le scelte di vacanza di questa estate, oltre al tema della sicurezza dei luoghi, è la situazione economica della popolazione, che spinge quindi verso un turismo domestico meno costoso rispetto a quello internazionale. Se per il 34% degli italiani la loro situazione economica è invariata, il 26%, invece, la ritiene un po' peggiorata, mentre per il 17% è rimasta negativa com’era già prima del Covid. Inoltre, il 34% percepisce che i prezzi nel turismo siano aumentati, seppur di poco, o sensibilmente (25%), contro un 19% che li ritiene invariati (fonte Enit). Gli italiani vogliono andare in vacanza e il mare rappresenta una meta importante, sul podio tra le regioni scelte dagli italiani per quest’estate ci sono: Puglia (12,4%), Sicilia (11%) e Toscana (10,6%). Il 6% ha scelto l’Emilia Romagna (fonte Enit).

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Il trend turistico in Riviera Romagnola ha seguito il trend di crescita nazionale e mondiale: gli arrivi nel 2019 si attestano sui 5,8 milioni, con una crescita dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Nel 2018, invece, gli arrivi turistici sono cresciuti del 2% sul 2017. Anche per la Riviera, dunque, il 2019 ha visto una battuta d’arresto della crescita del settore rispetto ai trend passati, anche se continua a essere positivo (+11% gli arrivi turistici tra il 2014 e il 2019). In questo contesto, Cervia rappresenta il 13,5% di arrivi turistici della Riviera nel 2019. Nei mesi primaverili di marzo, aprile e maggio, Cervia ospita (in media negli ultimi 3 anni) il 20% dei turisti che scelgono di visitarla in un anno.

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