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Uccise il compagno in piadineria: a processo per stalking sull'ex moglie della vittima

La donna si trova in carcere a Forlì da metà agosto: ha ucciso con una coltellata il compagno Leonardo Politi nel chiosco di piadina che avevano preso in gestione a Lido Adriano

Si è aperto nella mattinata di lunedì a Piacenza il processo che vede imputata Maila Conti per stalking, violenza privata (nei confronti delle due figlie e dell'ex moglie del suo compagno) e resistenza a pubblico ufficiale. La donna si trova in carcere a Forlì da metà agosto: ha ucciso con una coltellata il compagno Leonardo Politi nel chiosco di piadina che avevano preso in gestione a Lido Adriano. Conti, come scrive IlPiacenza, è comparsa in aula accompagnata dal suo avvocato Wally Salvagnini (affiancata da Giovanni Chiarini) davanti al giudice Gianandrea Bussi e al pm Monica Bubba. Il processo è stato subito rinviato per la mancata iscrizione nel fascicolo delle parti lese per resistenza a pubblico ufficiale, ossia due carabinieri di Rivergaro intervenuti in un ristorante di Travo per placare Conti durante l'ennesimo episodio di stalking.

La donna, 51enne, da gennaio 2016 a marzo 2019 avrebbe perseguitato l'ex moglie di Politi e le sue due figlie. Minacce e insulti quando per caso si incontravano per strada ma non solo: in un caso avrebbe dato uno schiaffo ad una delle due figlie perché aveva salutato il padre. In alcune occasioni si era presentata sul posto di lavoro dell'ex consorte arrivando a minacciare la titolare perché la licenziasse, pena l'intervento non meglio specificato di "alcuni zingari". In quel caso erano intervenuti i carabinieri di Rivergaro ai quali la donna aveva detto "Io vi dò una testata, tanto l'ho già fatto ad una poliziotta e sono già stata arrestata. Io non ho paura delle divise mi fate schifo".

Effettivamente Conti era già stata arrestata dalle volanti della polizia in via Dante quando aveva in gestione un bar, e in quell'occasione aveva colpito una agente proprio con una testata. L'ex moglie viveva in una condizione di timore e paura, tanto che aveva dovuto cambiare abitudini di vita ed era costretta ad uscire di casa solo se accompagnata. Il processo è stato rinviato a febbraio 2020 e Conti è stata ricondotta in carcere.

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