Ugl contro il decreto: "A rischio 2800 locali e centinaia di lavoratori"

"Un colpo durissimo, con un numero di lavoratori che già da questa settimana andrà in cassa integrazione, che si aggira a circa 2.500 addetti tra Ravenna e provincia"

“La chiusura anticipata di bar, ristoranti e piccola ristorazione prevista nell'ultimo dpcm del governo creerà un danno economico per le imprese, i fornitori e gli addetti ai lavori incalcolabile, con una perdita per Ravenna e provincia, che conta quasi 2.800 pubblici esercizi, di migliaia di euro a sera. Perderemo centinaia e centinaia di posti di lavoro in poche settimane. Un colpo durissimo, con un numero di lavoratori che già da questa settimana andrà in cassa integrazione, che si aggira a circa 2.500 addetti tra Ravenna e provincia”. A lanciare l'allarme è Giuseppe Greco, segretario provinciale dell'Ugl Terziario di Ravenna.

“Il nostro sindacato ha condiviso le ragioni che hanno spinto imprenditori e lavoratori del settore turismo e i rappresentanti delle associazioni di categoria dell’artigianato e del commercio, dello sport, delle palestre ed altri lavoratori autonomi a manifestare lunedì in Piazza del Popolo a Ravenna - continua Greco - Parliamo di gestori di ristoratori, bar e locali che hanno investito denaro di tasca propria per cercare di garantire tutte le norme di sicurezza ed evitare la diffusione del virus, ed oggi si vedono vanificare ogni sforzo, economico, materiale ed emotivo profuso in questi mesi dopo la dura prova del lockdown nazionale del marzo scorso. Le misure restrittive previste nel nuovo Dpcm colpiscono un settore, quello del turismo, il più rilevante dopo il commercio che sostiene l'economia della nostra regione e della nostra provincia. Mettendone a rischio dunque non soltanto la tenuta economica, ma anche quella sociale, perché dietro ogni lavoratore c'è una famiglia. Inoltre, questo dpcm non risponde al contenimento del contagio da Covid-19 che passa da altri situazioni”.

“E queste scelte di governo si riflettono sui lavoratori, che in molti casi sono ancora in attesa di percepire la cassa integrazione relativa ai mesi di luglio, agosto e settembre - conclude il segretario -Sappiamo perfettamente che la situazione sta diventando critica dal punto di vista sanitario e siamo vicini al personale medico e paramedico in prima linea nella battaglia contro il Covid; ma non possiamo permetterci la perdita di altri posti di lavoro. Dunque rivolgiamo un appello a Regione e Governo affinché si ristornino i danni e vengano mitigate le misure restrittive. E chiediamo un tavolo urgente di confronto con le istituzioni locali per esaminare le contromisure possibili. Il popolo ed i lavoratori ravennati sono stanchi e come Ugl Terziario saremo sempre al loro fianco affinché siano garantiti i diritti che questo dpcm nega loro”.

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