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"Un aereo, una storia umanitaria": apre il museo di Romagna Air Finders

Il museo comprende uniformi e oggettistica personale, vestiario, armi inertizzate, equipaggiamenti, simulacri e riproduzioni scala 1:1, documenti e varie curiosità

Dopo tanti anni di intensa attività, che ha portato al recupero di ben 34 velivoli caduti in Italia nella II Guerra Mondiale e, con essi, delle salme di 14 piloti, l’Associazione “Romagna Air Finders” apre a Fusignano, in via Provinciale Maiano 63/A, l’esposizione permanente che presenta i numerosi reperti e i cimeli recuperati presso i siti dove erano interrati i velivoli.

La cerimonia inaugurale è in programma sabato 13 ottobre, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Ravenna, dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e del Comune di Fusignano, attese inoltre le delegazioni ufficiali delle Ambasciate degli Stati rappresentati nella struttura, in virtù della nazionalità dei piloti recuperati (Brasile, Germania, Gran Bretagna, Sud Africa, USA). Il programma della giornata prevede alle ore 10, presso la Chiesa di Maiano Monti (Via Prov.le Maiano, 47), la S. Messa in onore di tutti i piloti caduti in Italia nella II Guerra Mondiale. Alle 11, formazione del Corteo per il Museo. Alle 11,30 il taglio del nastro, le allocuzioni delle Autorità e la presentazione della struttura.

“Un aereo, una storia umanitaria”: così recita il titolo del museo, che comprende uniformi e oggettistica personale, vestiario, armi inertizzate, equipaggiamenti, simulacri e riproduzioni scala 1:1, documenti e varie curiosità - unitamente a documentazione, bibliografia, cartografie ed altro materiale a tema. Dotato di spazi per incontri, proiezioni video, consultazione e studio, ha l’intento di caratterizzarsi come struttura espositiva pubblica non solo per gli appassionati, ma anche per permettere alle nuove generazioni di meditare sugli errori e sugli orrori della guerra. Ad avvalorare questo impegno l’intensa attività di collaborazione portata avanti in questi anni dal sodalizio presieduto da Raul Venieri con le istituzioni locali, a partire dalla scuola, che, nonostante le ridotte dimensioni che caratterizzava il primo impianto espositivo, ha registrato oltre 50 mila presenze: oltre agli studenti, visitatori da ogni parte del mondo, tra cui, in particolare, i parenti di molte delle vittime rinvenute e le rappresentanze diplomatiche dei Paesi coinvolti, sempre accolti alla presenza delle autorità locali.

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