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"Un aereo, una storia umanitaria": nel nuovo museo i velivoli caduti durante la Seconda guerra mondiale

Dopo tanti anni di intensa attività, che ha portato dal 2001 al recupero di ben 37 velivoli caduti in Italia nella Seconda guerra mondiale, l’associazione apre l’esposizione permanente

Sabato 13 ottobre a Fusignano, in via provinciale Maiano 63/a, inaugura la nuova sede espositiva della Raf, l’associazione Romagna Air Finders.  “Il tema del volo nella nostra terra è molto sentito ed è una peculiarità su cui stiamo incardinando parte della nostra promozione turistica, basti pensare alla storia di Francesco Baracca, che in Bassa Romagna è nato, e alle origini del Cavallino Rampante – ha dichiarato il sindaco Nicola Pasi -. In questo contesto, le attività messe in campo dall’associazione Romagna Air Finders sono di indubbio valore, perché permettono di raccontare in modo coinvolgente alle nuove generazioni gli anni drammatici che la nostra terra ha vissuto durante la Seconda guerra mondiale. La nuova sede dell’associazione, che si aggiunge a quella già presente da anni, permetterà infatti di arricchire la crescente offerta di esperienze autentiche che la Bassa Romagna, e in questo caso Fusignano, sta mettendo a disposizione del sistema turistico e culturale della nostra regione”.

Il programma della giornata prevede il ritrovo alle 10 presso la chiesa di Maiano Monti (via Provinciale Maiano, 47), dove sarà celebrata la santa messa in onore di tutti i piloti caduti in Italia nella Seconda guerra mondiale; seguirà alle 11 la formazione del corteo per il museo e alle 11.30 il taglio del nastro con gli interventi delle autorità e presentazione della struttura. Alla cerimonia sono attese le delegazioni ufficiali delle ambasciate degli Stati rappresentati nella struttura, in virtù della nazionalità dei piloti recuperati (Brasile, Germania, Gran Bretagna, Sud Africa, Stati Uniti).

Dopo tanti anni di intensa attività, che ha portato dal 2001 al recupero di ben 37 velivoli caduti in Italia nella Seconda guerra mondiale e, con essi, delle salme di 14 piloti, l’associazione apre l’esposizione permanente che presenta i numerosi reperti e i cimeli recuperati presso i siti dove erano interrati i velivoli. “Un aereo, una storia umanitaria” è il titolo del museo, che raccoglie uniformi e oggettistica personale, vestiario, armi inertizzate, equipaggiamenti, simulacri e riproduzioni in scala 1:1, documenti e varie curiosità - unitamente a documentazione, bibliografia, cartografie e altro materiale a tema. Dotato di spazi per incontri, proiezioni video, consultazione e studio, il museo nasce con l’intento di caratterizzarsi come struttura espositiva pubblica non solo per gli appassionati, ma anche per permettere alle nuove generazioni di meditare sugli errori e sugli orrori della guerra. Ad avvalorare questo impegno, l’intensa attività di collaborazione portata avanti in questi anni dal sodalizio presieduto da Leo Venieri con le istituzioni locali, a partire dalla scuola: sono oltre 50mila le presenze registrate nel primo impianto espositivo (presso la sede dell’associazione, in via Santa Barbara 4); oltre agli studenti, visitatori da ogni parte del mondo, tra cui i parenti di molte delle vittime rinvenute e le rappresentanze diplomatiche dei Paesi coinvolti; numerosi e pregevoli sono stati i riconoscimenti conferiti all’associazione relativamente agli aviatori recuperati.

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