Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Un'altra cabina elettrica sulla pista ciclabile: la foto diventa virale

Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere sui social il caso della cabina elettrica posta proprio in mezzo alla pista ciclabile di via Travaglini, poi rimossa dal Comune. E ora spunta un nuovo caso

Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere sui social il caso della cabina elettrica posta proprio in mezzo alla pista ciclabile di via Travaglini, poi rimossa dal Comune. E ora spunta un nuovo caso. Il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi, infatti, ha segnalato al dirigente del servizio Strade del Comune di Ravenna un altro manufatto, "sia pure leggero e a lato, sulla pista ciclabile del Parco Teodorico. Si può riposizionarlo opportunamente senza farne interrogazioni o richieste formali?". Si tratta di una cabinetta elettrica su una curva della pista ciclabile del nuovo grande Parco commerciale Teodorico, in via di completamento di fronte al Pala De André. La pista, realizzata nell’ambito delle opere di urbanizzazione poste a carico della ditta privata attuatrice del progetto, è stata autorizzata all’uso pubblico dal Comune di Ravenna sulla base di una dichiarazione di regolare esecuzione rilasciata dalla direzione lavori il 23 marzo scorso in vista dell’apertura di alcuni esercizi commerciali, ma non ancora presa in carico dall’amministrazione in attesa di collaudo.

"Il dirigente del servizio Strade mi ha risposto che provvederanno a "formalizzare al soggetto attuatore lo spostamento. Comunque l’opera con questi difetti non sarà collaudata. Trasmetto questa mail anche all’organo di collaudo che se ne occupa" - spiega Ancisi - Lista per Ravenna non imputa ai servizi tecnici del Comune la responsabilità di questi fatti, in verità ordinari sul nostro territorio, bensì alla mancanza, all’interno del Comune, di una struttura operativa che vigili sulla corretta esecuzione delle opere pubbliche comunali realizzate da soggetti terzi, privati o pubblici, ormai molto più numerose di quelle realizzate dall’amministrazione stessa, affinché, prima che siano autorizzate all’uso pubblico, ne sia verificata la totale idoneità, non limitandosi alle dichiarazioni di regolare esecuzione formulate dalla direzione dei lavori stessi. Ciò non significa affatto creare “un nuovo ente”, bensì ricavare, all’interno del personale esistente negli organici dell’Area Infrastrutture civili, composta dai servizi Edilizia pubblica, Strade e Mobilità/viabilità, mediante una sua riorganizzazione, un’équipe appositamente incaricata di controllare la perfetta realizzazione di qualsiasi opera pubblica realizzata entro i confini del Comune, prima che, sia autorizzata all’esercizio pubblico anticipatamente al suo collaudo, non fidandosi delle autocertificazioni del soggetto costruttore. Questa iniziativa è compresa nel programma 2016-2021 di Lista per Ravenna, è confermata in quello prossimo 2021-2026 e da realizzare nei primi cento giorni in cui la Lista stessa ne avesse il potere. Perché l’attuale storico governo della città non se n’è mai preoccupato? Il discorso si allungherebbe. Per il momento, a prescindere dal caso particolare, lascio a ognuno formulare la propria ipotesi, anche maliziosa, sul perché gli sta bene così. Non è una risposta difficile".

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