Un archivio fotografico del Palio del Niballo dalla prima edizione a oggi

Un unico archivio fotografico digitalizzato del Palio raccogliendo e preservando i tanti materiali, provenienti da più fonti, presenti in città

Il progetto del Niballo Palio di Faenza, che riguarda azioni di promozione e valorizzazione della manifestazione in questo difficile anno 2020, tra cui la realizzazione di un archivio generale con le immagini del Palio sin dalla sua prima edizione, si è aggiudicato un finanziamento nazionale di quasi 68mila euro.  

Nei giorni scorsi il Ministero per i beni culturali ha pubblicato la graduatoria del bando nazionale per le rievocazioni storiche e la proposta manfreda è risultata la migliore ottenendo ben 94 punti su 100. Si tratta di una misura finanziaria che lo Stato concede alle città che organizzano le manifestazioni. In passato il bando ha avuto un carattere di sostegno operativo, attraverso il quale le amministrazioni organizzatrici, in caso di ammissione in graduatoria, ottenevano un aiuto economico a supporto per le spese sostenute. Questa volta però non è stato così. In un anno così particolare nel quale le rievocazioni storiche non potevano essere svolte causa emergenza sanitaria, è stata chiesta una progettualità diversa con una valida idea di fondo.

Il progetto, curato dall’Ufficio Palio all’interno del Settore Cultura del Comune di Faenza/Unione della Romagna faentina, è stato ideato promuovendo azioni compatibili con il periodo che stiamo vivendo: tra queste, oltre ad azioni di presenza del Palio nel cuore della città pur nell’anno in cui il Palio non si è potuto svolgere e altre con finalità didattico e promozionali, l’azione principale mira a dare una risposta a un bisogno sentito da tempo: organizzare, in maniera qualitativamente alta, un unico archivio fotografico digitalizzato del Palio raccogliendo e preservando i tanti materiali, provenienti da più fonti, presenti in città. Tre le fonti principali dell’intero corpus costituito da migliaia di immagini in formato sia analogico, quindi su negativi, sia digitale, l’archivio fotografico dell’Ufficio Palio, creato nel tempo ma implementato in particolare dal 2008 in avanti  ad opera degli appassionati di fotografia del Cral Banzola, grazie ad una collaborazione secondo la quale rimaneva in capo agli autori il diritto d’immagine ma la proprietà andava al Comune.

Altra fonte di primaria importanza è l’archivio di Marco Bondi, fotografo professionista titolare del negozio New Foto Video di Faenza, che per molti anni ha seguito la manifestazione del Palio e che di recente, con un gesto molto importante per il quale l’amministrazione e il mondo del Palio lo ringraziano, è stato donato al Comune. Il terzo grande corpus arriva dai singoli archivi fotografici dei Rioni, che saranno chiamati anch’essi a svolgere un lavoro di ricerca e raccolta, collaborando al progetto. Questo è il patrimonio globale sul quale si lavorerà, con immagini del Palio, dal 1959 in avanti, anche grazie alla collaborazione con la Fototeca Manfrediana ed ai volontari dei Rioni che daranno una mano per una esatta catalogazione.

Un’altra parte del progetto riguarda la creazione, sul sito internet del Palio del Niballo di Faenza, di una fotogallery con immagini delle figure del Corteo storico, dove le immagini potranno essere disponibili in formato digitale, per trasmettere anche sul web il fascino e la ricchezza rievocativa della manifestazione manfreda. La mostra fotografica sulle figure del Palio, immagini realizzate da Francesco Bondi, che i faentini hanno potuto vedere in questi mesi in forma sintetica sui muri di via Pistocchi e nel Voltone della Molinella, diventerà così una mostra permanente sul sito internet del Palio. A questo si aggiungerà infine la realizzazione di un filmato didattico/promozionale del nostro Palio, che poi sarà pure disponibile sul web.

“Il Bando al quale abbiamo partecipato - spiega Benedetta Diamanti, dirigente del Settore Cultura del Comune di Faenza - è stato particolarmente complesso perché prevedeva la presentazione di un progetto sulle rievocazioni storiche senza poterle svolgerla materialmente. Significava dunque valorizzare davvero le rievocazioni storiche, patrimonio culturale italiano e delle singole realtà dei territori, senza cadere però nel banale. Da qui la grande soddisfazione quando la graduatoria è stata pubblicata. Il nostro progetto è risultato essere il primo classificato in ambito nazionale su 114 progetti finanziati, con un punteggio davvero molto alto e distaccato anche dal secondo classificato, la Disfida di Barletta, davanti a tante manifestazioni molto blasonate. Una vera soddisfazione anche per l’intero staff dell’Ufficio Palio”.

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