Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Un "censimento di giovani talenti" sul palco del teatro Alighieri per il Ravenna Festival

Il presidente Cristina Muti Mazzavillani: "Vorrei che tutti capissero che il bello che c'è in ognuno di noi va coltivato, senza per forza pensare a una carriera. E' questo che vogliamo fare: coltivare il pubblico di domani"

"Un censimento culturale dei piccoli talenti": è questa l'idea di Cristina Mazzavillani Muti, presidente e fondatrice di "Ravenna Festival", che l'ha portata a ideare la nuova iniziativa "Alla scoperta delle energie creative della Romagna". Un progetto con cui il Festival, giunto alla 28esima edizione, invita i ragazzi dagli 8 ai 18 anni della Romagna a prendere parte ad audizioni accessibil al pubblico. Il teatro Alighieri, dal 23 al 30 maggio, accoglierà questa iniziativa "il cui scopo - ricorda la presidente - non è il conferimento di premi nè il costruirsi di un cast per uno spettacolo, quanto il censimento delle giovani energie creative del territorio". Sono 154 i ragazzi che hanno accolto la chiamata e che per una settimana saliranno sul palcoscenico del prestigioso teatro Alighieri, dove potranno condividere il proprio talento e la propria passione con la direzione del Festival, ma anche con il pubblico che avrà libero accesso alle audizioni. Non li attendono premi né ingaggi, quanto la possibilità di mettersi in gioco in questo censimento delle giovani energie creative del territorio.

"Questo evento segna l’inizio di un’apertura tra adolescenti e mondo degli adulti, spesso ovattato da posizioni di chiusura specialmente negli ambienti scolastici, dove a volte i talenti vengono repressi dai giudizi, falciati da voti negativi e atteggiamenti scoraggianti, che non sviluppano l’entusiasmo per il fare e non stimolano impegno, concentrazione e creatività - commenta il presidente Mazzavillani - Vorrei che tutti capissero che il bello che c'è in ognuno di noi va coltivato, senza per forza pensare a una carriera. E' proprio questo che vogliamo fare: coltivare il pubblico di domani".

Sul palco del teatro Alighieri, luogo simbolo della città e del Festival, singoli e gruppi si esibiranno nelle categorie ammesse: canto (36 partecipanti), strumento (49), recitazione (3), danza (42) e multidisciplina (24), ma senza limiti di genere e con contenuti liberamente scelti. Nessuna preselezione, perché l’invito è prima di tutto un incoraggiamento a esprimersi, un’opportunità di essere ascoltati e di ricevere un consigli. "Si offre ai ragazzi non solo una possibilità di ascolto, ma anche di un'interlocuzione competente", commenta l'assessore alla cultura Elsa Signorino. "Il coinvolgimento dei giovani è uno degli obiettivi più belli del Festival - commenta il sindaco Michele de Pascale - In questo modo si lancia il messaggio che il talento, se non è abbinato allo studio e al sacrificio, è "sprecato", dev'essere coltivato". 

L’iniziativa è stata intitolata a Giuliano Bernardi, baritono ravennate: nell’anno in cui ne ricorre il quarantesimo anniversario dalla prematura scomparsa agli inizi di una carriera già luminosa, questa scelta sottolinea la vocazione della chiamata a scoprire il potenziale artistico della città. “L’avevo in parte già fatto con le mie Trilogie - ricorda Cristina Muti - quando ho voluto che giovani talenti della fotografia, della scrittura e del video scoprissero il mondo dell’opera con la possibilità di seguire e documentare le prove delle produzioni da me dirette. Nel 2017 vorrei andare alla scoperta dei sogni di questi ragazzi, che un giorno saranno il nostro pubblico, con tutta la semplicità di una chiamata che rappresenta la possibilità per loro di presentarsi e per noi di ascoltarli. A volte è proprio lo sguardo dei più giovani che ci rivela prospettive sorprendenti, perché nel loro mettersi in gioco, senza preconcetti, senza falsi pudori, anche le nostre convinzioni e la nostra percezione si trasformano e si rinnovano”.

Uno sguardo che sarà anche testimone del percorso di audizioni, grazie al coinvolgimento di giovani talenti della fotografia che, dopo aver partecipato ai laboratori (Verdiweb e Bohemian Focus) dedicati al mondo dell’opera in occasione delle passate Trilogie, sono stati chiamati a documentare l’iniziativa.

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