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Un fiore per le 4 vittime di femminicidio della Bassa Romagna

Sempre più partecipate le iniziative che si sono tenute in tutti i Comuni della Bassa Romagna per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

Sempre più partecipate le iniziative che si sono tenute in tutti i Comuni della Bassa Romagna per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Lunedì pomeriggio, 25 novembre, al Parco del Loto di Lugo si è tenuta una piccola cerimonia pubblica, alla presenza del Coordinamento per le pari opportunità dell’Unione, delle rappresentanti delle associazioni che tutelano i diritti delle donne e di tutti cittadini che hanno voluto presenziare a questo sempre toccante momento. Nell’occasione davanti alla scultura sono stati deposti omaggi floreali a memoria delle quattro vittime riconosciute di femminicidio in Bassa Romagna ed è stato simbolicamente inaugurato il quarto giglio, in memoria di Yanexi, realizzato in rame dal grande artista fabbro Alvaro Ricci Lucchi, e decorato in mosaico grazie alla collaborazione con l'Università per gli adulti di Lugo. Molto partecipate sono state le “Camminate in rosso”, che si sono tenute simultaneamente in tutti i Comuni e hanno unito simbolicamente tutte le comunità.

In ogni Comune è stata dipinta di rosso una panchina a memoria costante dell’azione di contrasto alla violenza di genere ed è stata data lettura del seguente testo condiviso dal Coordinamento degli Assessori alle Pari Opportunità: “Una panchina dipinta di rosso, attraverso questo gesto simbolico i nove Comuni della Bassa Romagna dicono no alla violenza sulle donne. Il coordinamento degli assessori delle Pari Opportunità, in accordo con le associazioni del territorio che tutelano i diritti delle donne, vuole ribadire l’indignazione per tutte le donne maltrattate e uccise da uomini che dichiarano di amarle: fidanzati, compagni, mariti o anche da padri che vogliono imporre matrimoni o scelte di vita non condivisi. Non si deve banalizzare questo fenomeno, perché purtroppo anche quest’anno i femminicidi hanno riempito le cronache di notiziari e giornali. La violenza non è forza ma debolezza, è simbolo d’impotenza, di chi non sa affrontare una situazione di crisi, di chi non sa gestire la propria emotività, colpire una donna diventa un diritto, la ragione di chi ha torto. Si deve dire basta agli alibi come “delitto passionale o raptus”, perché molto spesso la violenza è solo l’atto finale di un crescendo di vessazioni, di soprusi fisici e psicologici, raramente è un atto di ira incontrollata, la rabbia può essere una follia momentanea, ma mai deve condurre alla morte di un altro essere umano. Kofi Annan scrive: “la violenza contro la donna è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani”. Oggi da questa panchina dipinta riparte la nostra battaglia comune per dire no, per sempre, a queste vergognose violenze”.

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