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Un flash mob per tutelare la legge sull'aborto: "Vogliamo essere libere di scegliere"

Martedì pomeriggio in piazza del Popolo una cinquantina di persone si sono riunite per un flash mob in difesa del diritto all’autodeterminazione delle donne

"Siamo qui per chiedere tre cose: garanzia della libera scelta, obiettori di coscienza fuori dalla sanità pubblica e pillola abortiva Ru486 somministrata in ambulatorio entro i 63 giorni". Martedì pomeriggio, mentre sui banchi del consiglio comunale si discuteva la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, in piazza del Popolo una cinquantina di persone si sono riunite con cartelli e striscioni per un flash mob in difesa del diritto all’autodeterminazione delle donne. "Da 40 anni lottiamo per far applicare e migliorare la legge 194 sull’aborto - dichiarano i promotori dell’iniziativa - Ancora oggi ci troviamo a fronteggiare gli attacchi del movimento “Pro Vita”, di Forza Nuova e dell’associazione “Evita Peron”, degli obiettori di coscienza e di chi permette loro di esercitare questa violenza verbale, psicologica, fisica e politica, tentando di riportarci indietro e di negare la libertà delle donne".

Tra i partecipanti al flash mob presenti anche Raffaella Sutter, ex capogruppo in consiglio comunale di Ravenna in Comune, Giovanni Paglia e Bettina Chiadini di Sinistra italiana. "Nel 2016 il Consiglio d'Europa ha richiamato l'Italia sia per le difficoltà dell'applicazione della legge, sia per la discriminazione nei confronti del personale sanitario non obiettore - proseguono i manifestanti - Nel 2017 il Comitato dei diritti umani dell'Onu ha fatto lo stesso, sottolineando come questi ostacoli portino a un aumento degli aborti clandestini: questi mettono seriamente a rischio la salute e la riproduttività delle donne. Come se non bastasse, in Italia nel 2009 è stata introdotta la possibilità di abortire farmalogicamente con la pillola Ru486: ma in Italia l'interruzione di gravidanza volontaria di questo tipo rappresenta solo il 15% del totale, e la pillola abortiva può essere assunta solo in ospedale entro la settima settimana di gravidanza (a differenza di paesi quali Francia, Finlandia e Portogallo). In poche parole: vogliamo essere libere".

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