Un nuovo Piano di azioni rivolte agli anziani della Bassa Romagna

Firmato un protocollo che delinea un Piano di azioni rivolte agli anziani. Il Piano si collega in modo complementare con l’accordo sottoscritto il 9 aprile 2010 tra l’Unione e le organizzazioni sindacali.

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, rappresentata dal sindaco referente per l’area sociale e socio-sanitaria Laura Rossi, e le organizzazioni dei pensionati, rappresentate da Antonella Bezzi e Luciano Rava (Spi-Cgil), Vittorio Giorgioni (Uilp) e Antonio Massari (Fnp-Cisl), hanno firmato lunedì in Municipio a Bagnacavallo un protocollo che delinea un Piano di azioni rivolte agli anziani. Il Piano si collega in modo complementare con l’accordo sottoscritto il 9 aprile 2010 tra l’Unione e le organizzazioni sindacali.

I dati demografici mettono in evidenza il consistente aumento della popolazione anziana e in particolare l’incremento dei soggetti soli e non autosufficienti. Nella Bassa Romagna gli anziani d’età superiore a 65 anni sono 26.041 e precisamente 10.915 uomini e 15.126 donne, pari al 25,8% della popolazione complessiva. Questi dati dicono che la popolazione anziana è composta maggiormente da donne, spesso vedove e sole. La sfida degli anni futuri sarà pertanto quella, sottolinea il protocollo, «di saper progettare e programmare un cambiamento dello stato sociale per dare risposte adeguate ai bisogni di una popolazione in progressivo invecchiamento a fronte di un tessuto familiare spesso in difficoltà e frammentato.»

L’impegno è quindi quello di sviluppare tutte quelle azioni di promozione sociale e di partecipazione attiva che si radicano nel territorio e che necessitano di un sempre crescente confronto tra Unione dei Comuni, singoli Comuni, sindacati dei pensionati. Un confronto che coinvolga anche il mondo del volontariato e dell’associazionismo, nell’attuazione degli obiettivi condivisi. Fra le azioni principali che si intendono sviluppare e verificare, il protocollo evidenzia una serie di tematiche di priorità per una proposizione attiva delle persone anziane quali cittadini inseriti nel tessuto generale del territorio.

I temi principali sono: l’attuazione di tutte le iniziative tendenti alla sicurezza, alla prevenzione, al benessere e alla salute della popolazione anziana; la promozione e la divulgazione dei servizi destinati agli anziani e alle famiglie nelle forme e attraverso i canali più idonei, cercando di attuare una capillare informazione attraverso un lavoro sinergico di tutti i soggetti destinati e/o disponibili; la verifica della quantità, della funzionalità e gradibilità dei servizi previsti per l'assistenza domiciliare; la verifica della gestione delle attività culturali, sociali, ricreative e assistenziali destinate agli anziani avvalendosi anche del ruolo svolto dal volontariato e dall’associazionismo; attuazione di tutte le azioni atte a superare ed abbattere le barriere architettoniche, sia nell'ambito domestico che nell'ambiente circostante. Il Piano firmato lunedì 16 aprile prevede infine la programmazione di incontri periodici con l’Unione e i singoli Comuni al fine di rendere il più efficace possibile il protocollo e svilupparlo al meglio in tutte le singole realtà territoriali, con la realizzazione dei contenuti condivisi.

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«La sfida che questo territorio ha messo in campo da tempo - sottolinea il sindaco Laura Rossi - è quella di trasformare quello che ancora troppo spesso viene visto come un problema, l’aumento dell’indice di invecchiamento della popolazione, in un’opportunità. Occorre un approccio culturale profondamente nuovo: non possiamo accettare di vedere profilarsi una società nella quale un quarto dei cittadini resti escluso, o rischi di esserlo. Il percorso avviato in questi anni nel territorio della Bassa Romagna propone un forte ripensamento dell’attuale modello di welfare, fondato esclusivamente sulla rete dei servizi socio-sanitari, prevedendo al suo posto un sistema fondato su una forte integrazione di tutte le politiche di settore: casa, mobilità, urbanistica, cultura, sport, turismo, formazione, oltre naturalmente a sanità e politiche sociali. La prima scelta che abbiamo effettuato, che ha un valore straordinario, è quella del sostegno alla domiciliarità. La persona al centro, con i suoi valori, le sue relazioni, affinché questi valori e queste relazioni non si interrompano. E accanto a una programmazione che si fa carico degli anziani a rischio di non autosufficienza, oggi sempre più articolata e qualificata, vi sono le molteplici iniziative tese a valorizzare la risorsa anziani, a prevenire ogni forma di isolamento e a promuovere l'integrazione sociale. Questi i contenuti del Verbale di Intesa. I Comuni della Bassa Romagna sono impegnati in un importante processo di innovazione del welfare. Un processo difficile ma indispensabile. C'è un grande bisogno di ripensare a fondo l'impianto del nostro sistema sociale. Un patto da proporre alla nostra comunità, un patto per la qualità dei servizi, per sostenere le famiglie, per rafforzare fiducia e sicurezza.»

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