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Cronaca

Un nuovo Polo multimediale per gli archivi della performance e dello spettacolo dal vivo

Si tratta di uno dei 107 progetti finanziati dalla Regione attraverso il bando ‘Sostegno all’innovazione e agli investimenti delle imprese culturali e creative’

Progetti che utilizzano la realtà aumentata per stimolare la partecipazione e la fruizione culturale. Tecnologie avanzate e materiali sostenibili per creazioni di moda d’alta gamma. Interventi innovativi di divulgazione culturale immersiva, per creare esperienze coinvolgenti e interattive. E ancora creazione e sviluppo di un polo dedicato alla raccolta, la conservazione, la valorizzazione e la ricerca degli archivi di artista e dello spettacolo dal vivo.

Sono solo alcuni dei 107 progetti finanziati dalla Regione attraverso il bando ‘Sostegno all’innovazione e agli investimenti delle imprese culturali e creative’, con risorse europee del Programma Fesr 2021-2027. Tante le domande presentate, con la candidatura di 350 soggetti. Per sostenerne il maggior numero, la Giunta regionale ha stanziato maggiori risorse rispetto a quelle preventivate al momento del varo del bando, passando dai previsti 7 milioni a 10 milioni di euro.

“Per la prima volta le risorse da fondi europei Fesr sono state dedicate anche ai soggetti della cultura - affermano gli assessori regionali alla Cultura, Mauro Felicori, e allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla -. Realtà impegnate in musica, spettacoli dal vivo, festival, moda, architettura e design, arti visive, editoria e letteratura: 90 imprese e 17 soggetti che rappresentano un’importante filiera di sviluppo e imprenditorialità dinamica, e che con questo bando hanno una spinta anche a qualificare l’occupazione”.

Tra i progetti premiati realtà teatrali (come Instabili Vaganti Aps, il Teatro Verdi di Cesena, Teatro Villa di San Clemente, Theatricon per la riqualificazione del teatro Celebrazioni di Bologna, La Baracca con il Teatro Testoni Ragazzi, solo per citarne alcune) e musicali (tra cui Fonoprint, Kilowatt Soc Coop, Fondazione Prometeo), dello spettacolo (come, per esempio, il Centro teatrale Mamimò con la riqualificazione dell’ex-mangimificio Caffarri, situato presso le Ex-Officine Reggiane di Reggio Emilia) ma anche dell’artigianato artistico (tra cui due botteghe di mosaico a Ravenna), e poi realizzazioni di archivi digitali della moda, digitalizzazione di archivi, il mondo della fotografia e il restauro dei beni culturali (tra cui il laboratorio di Ottorino Nonfarmale).       

Tra i 107 soggetti finanziati 39 si trovano in provincia di Bologna, 2 nel ferrarese, 7 in provincia di Forlì-Cesena, 15 nel modenese, 5 a Parma, 4 a Piacenza, 17 nel ravennate, 6 a Reggio Emilia e 12 a Rimini.

Il progetto di Malagola

Tra I primi quattro progetti della graduatoria c'è quello di Ravenna Teatro Società Cooperativa, che propone un Polo multimediale per gli archivi della performance e dello spettacolo dal vivo al Centro internazionale di ricerca vocale e sonora ‘Malagola’ di Ravenna. Si tratta di un intervento per la creazione e lo sviluppo di un polo dedicato alla raccolta, la conservazione, la valorizzazione e la ricerca degli archivi di artista e dello spettacolo dal vivo, con un focus sulla ricerca sonora e multimediale.

Il progetto si articolerà su due direttrici principali: la prima sulla strutturazione di un centro di conservazione e consultazione fisico dei materiali analogici, con attenzione alla dimensione sonora; mentre la seconda riguarderà la creazione e sviluppo di un polo digitale per la digitalizzazione, la conservazione e la fruizione dei materiali audiovisivi e multimediali.

Il progetto si strutturerà all’interno di Malagola - diretto da Ermanna Montanari, fondatrice del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, ed Enrico Pitozzi, docente di UniBo - centro di ricerca, salvaguardia e conservazione di archivi d’artista e dello spettacolo dal vivo, tipologia che nel Novecento ha visto una crescita esponenziale in termini di quantità e qualità del materiale prodotto. Inoltre, il centro degli Archivi audiovisivi - nell’ambito delle attività di Ravenna Teatro e nei suoi spazi, in sinergia con RER, Comune di Ravenna e le sue istituzioni – ambisce a divenire progetto pilota dal profilo innovativo e tecnologicamente avanzato per l’elaborazione artistica e curatoriale a partire dalla documentazione in essi conservata.

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