Una Messa per chi è morto solo a causa dell'emergenza Covid

Un segno visibile di vicinanza e speranza nella vita eterna per chi è morto e per tutti i loro cari nel giorno nel quale la Chiesa celebra la Commemorazione dei Defunti

Una Messa in particolare per tutti coloro che non hanno potuto avere un funerale cristiano e la vicinanza dei loro a causa dell’emergenza sanitaria. L’ha celebrata lunedì mattina al Sacrario dei caduti del cimitero monumentale l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, assieme a don Lorenzo Rossini, parroco di San Giuseppe Operaio. Un segno visibile di vicinanza e speranza nella vita eterna per chi è morto e per tutti i loro cari nel giorno nel quale la Chiesa celebra la Commemorazione dei Defunti.

“Non c’è nella natura umana la possibilità di vincere la morte e risorgere – ha detto monsignor Ghizzoni nell’omelia – Noi ce l’abbiamo solo in Cristo che ha preso su di sé la nostra natura umana. Lui ha anticipato la sua vittoria sulla morte e sta chiamando anche noi a prepararci alla vita eterna. Col Battesimo siamo chiamati a questa realtà con chi ci ha preceduto nella vita di fede e di carità. Come lui ci dice infatti: ‘Quel che avete fatto a uno solo di questi piccoli l’avete fatto a me’. E così ogni nostro gesto di carità, di amore di cura al prossimo sarà tenuto in conto”.

Al termine della celebrazione, l’Arcivescovo ha benedetto le tombe dei caduti del Sacrario e si è recato poi nel campo delle monache carmelitane, alla tomba dei sacerdoti diocesani e dei vescovi e infine nella zona dove sono sepolte alcune suore della Piccola Famiglia e alcuni ospiti dell’Opera Santa Teresa per benedire anche quelle.

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