menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Una Messa per chi è morto solo a causa dell'emergenza Covid

Un segno visibile di vicinanza e speranza nella vita eterna per chi è morto e per tutti i loro cari nel giorno nel quale la Chiesa celebra la Commemorazione dei Defunti

Una Messa in particolare per tutti coloro che non hanno potuto avere un funerale cristiano e la vicinanza dei loro a causa dell’emergenza sanitaria. L’ha celebrata lunedì mattina al Sacrario dei caduti del cimitero monumentale l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, assieme a don Lorenzo Rossini, parroco di San Giuseppe Operaio. Un segno visibile di vicinanza e speranza nella vita eterna per chi è morto e per tutti i loro cari nel giorno nel quale la Chiesa celebra la Commemorazione dei Defunti.

“Non c’è nella natura umana la possibilità di vincere la morte e risorgere – ha detto monsignor Ghizzoni nell’omelia – Noi ce l’abbiamo solo in Cristo che ha preso su di sé la nostra natura umana. Lui ha anticipato la sua vittoria sulla morte e sta chiamando anche noi a prepararci alla vita eterna. Col Battesimo siamo chiamati a questa realtà con chi ci ha preceduto nella vita di fede e di carità. Come lui ci dice infatti: ‘Quel che avete fatto a uno solo di questi piccoli l’avete fatto a me’. E così ogni nostro gesto di carità, di amore di cura al prossimo sarà tenuto in conto”.

Al termine della celebrazione, l’Arcivescovo ha benedetto le tombe dei caduti del Sacrario e si è recato poi nel campo delle monache carmelitane, alla tomba dei sacerdoti diocesani e dei vescovi e infine nella zona dove sono sepolte alcune suore della Piccola Famiglia e alcuni ospiti dell’Opera Santa Teresa per benedire anche quelle.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Occhi al cielo per ammirare la Superluna "rosa" di aprile

Sicurezza

Una casa pulita in maniera green con il vapore

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RavennaToday è in caricamento