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Una nuotata da Riccione a Marina di Ravenna per protestare contro la nuova piscina

Per cercare di sensibilizzare la cittadinanza in merito al progetto di finanza della nuova piscina comunale, i consiglieri annunciano una singolare iniziativa

Nel corso dell’incontro di mercoledì sera in sala Buzzi con i rappresentanti delle società agonistiche (nuoto, pallanuoto, sincro, pinnato), con disabili e cittadini sono stati valutati tutti gli aspetti del progetto di finanza della nuova piscina comunale.

"Purtroppo non sono emersi elementi positivi, ma solo criticità - commenta Emanuele Panizza, uno dei promotori dell'incontro insieme ai consiglieri Marco Maiolini (gruppo Misto), Massimo Manzoli (Ravenna in Comune) e Veronica Verlicchi (La Pigna) - Pur concordando sul fatto che l’attuale impianto non sia ristrutturabile, si ritiene del tutto inaccettabile la proposta avanzata, per una serie di motivi: attualmente l’impianto è dotato di una vasca da 25x12 metri (non omologabile per gare nazionali), una vasca da 50x21m (non omologabile per gare internazionali e che è risultato non essere a squadro), una vasca esterna da 11x11m per i bambini.  Ebbene, a fronte di un investimento di 12.000.085,50 euro (13.464.583,28 iva compresa) la proposta è di mantenere le due vasche vecchie nelle stesse condizioni attuali ed eliminare la vasca per i bambini. Le tariffe verranno sensibilmente aumentate, inoltre il Comune dovrà corrispondere un canone annuo per tutta la durata della concessione (25 anni), 625.000 euro per i primi 11 anni e 594.000 euro (al lordo degli adeguamenti inflativi) per i successivi 14 anni (totale 15.191.000 euro) tutto iva esclusa. Nella proposta è scritto nero su bianco che per concludere i lavori si prevedono 12 mesi, oltre fino 180 giorni dalla data di ultimazione dei lavori per l’emissione del certificato di collaudo. Inoltre le strutture di fondazione non sono state prese in considerazione, non essendo disponibile una relazione geologica specifica dell’area, nell’ottica di un possibile riutilizzo delle stesse. Riteniamo difficile che le fondazioni possano essere riutilizzate in quanto la normativa antisismica che regola le nuove norme tecniche per le costruzioni è entrata in vigore il 1 luglio 2009. Oltretutto, a detta di un vecchio manutentore dell’impianto, anche le due vasche stesse versano in cattive condizioni e quindi difficilmente potrebbero essere utilizzate".

Tutto questo fa ipotizzare ai consiglieri "che possano cambiare sensibilmente i costi e i tempi di realizzo dell’opera. Di fatto non si può essere sicuri della durata dell’interruzione del pubblico servizio che l’impianto natatorio offre alla cittadinanza ravennate, senza contare possibili contrattempi che possono comportare l’interruzione dei lavori per tempi anche molto lunghi, con risultati catastrofici per gli agonisti, gli addetti ai lavori e grandi disagi per i disabili (si tratta dell’unico impianto accessibile a chi è relegato sulla sedia a rotelle) e tutta l’utenza in generale - prosegue Panizza - Nella sua proposta, il concessionario prevede di aumentare sensibilmente l’affluenza dell’utenza pubblica, ma già adesso le corsie a disposizione non sono sufficienti alle esigenze di pubblico e agonisti. A testimonianza di ciò c’è il non rispetto del capitolato in essere, che prevede che almeno tre corsie siano riservate al pubblico in entrambe le vasche negli orari di apertura dell’impianto, quando invece a un certo orario la vasca da 25 metri è totalmente impegnata dagli agonisti. In ultimo la formula ‘finanza di progetto’ prevede che tutti i rischi siano a carico del concessionario/costruttore; in questo caso, invece, il Comune deve prestare una garanzia fideiussoria di 6.000.000 di euro in favore dell’impresa costruttrice che, nel caso fallisse, lo vedrebbe obbligato in solido. Riteniamo che buona parte dell’investimento (se non la maggior parte) sia necessario per la costruzione del centro benessere, il centro fisioterapico, la palestra, il negozio e il ristorante che non possono essere considerati di pubblica utilità, senza contare che è già presente una palestra privata a poche centinaia di metri, la quale si troverebbe in concorrenza con una struttura che percepisce un canone comunale. Perciò chiediamo al sindaco e alla giunta che riconsiderino la proposta ricevuta e si attivino per una soluzione che non preveda l’interruzione del pubblico servizio, trovando quindi un altro sito ove realizzare un centro natatorio che soddisfi le reali esigenze della cittadinanza e nell’attesa continuare a usufruire della piscina Gambi mostrando una lungimiranza che deve essere propria di un’amministrazione attenta e scrupolosa. All’occorrenza faremo una petizione che speriamo veda unita tutta l’opposizione e incontri l’ampio consenso della cittadinanza".

Per cercare di sensibilizzare la cittadinanza, poi, i consiglieri annunciano una singolare iniziativa: "Quest’estate abbiamo intenzione di nuotare da Riccione (la piscina modello in Italia e che vorremmo anche per Ravenna) a Marina di Ravenna. L’idea è nata per caso: nel corso di un precedente incontro abbiamo conosciuto Massimiliano Simone, che in passato ha tentato la traversata a nuoto dell’Adriatico. Da qui la proposta di tentare l’impresa Riccione/Ravenna. Stiamo anche pensando di accompagnarlo organizzando una staffetta con la partecipazione di atleti di tutte le società sportive e anche ‘comuni sguazzatori’, che possono unirsi simbolicamente per pochi metri ma che contribuirebbero a elevare la voce dei cittadini e risvegliare la coscienza dell’amministrazione".

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