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Sabato, 20 Agosto 2022
Cronaca Faenza / Via San Giovanni Bosco

Urla disperate da un appartamento, sequestro di persona in atto: due arresti

I Carabinieri di Faenza nella mattinata di venerdì hanno arrestato in flagranza di reato due brasiliani irregolari sul territorio nazionale, un 30enne ed un 28enne, accusati di “sequestro di persona in concorso”

I Carabinieri di Faenza nella mattinata di venerdì hanno arrestato in flagranza di reato due brasiliani irregolari sul territorio nazionale, un 30enne ed un 28enne, accusati di “sequestro di persona in concorso” ai danni di un 28enne un albanese residente a Faenza, nonché di “resistenza a pubblico ufficiale in concorso” nei confronti dei carabinieri intervenuti. La richiesta di intervento è avvenuta alle prime ore di venerdì quando alcuni cittadini residenti hanno segnalato alle forze dell'ordine delle urla provenire da un appartamento di Faenza in via San Giovanni Bosco.

I militari arrivati sul posto, hanno individuato l’appartamento e sono riusciti a farsi aprire, accertando che in quella casa vi abitavano due “trans” brasiliani in stato di evidente alterazione psico-fisica. Uno dei due, alla richiesta di esibire i documenti, ha improvvisamente mostrato ai carabinieri un grosso coltello da cucina e pronunciando frasi sconnesse ha iniziato ad esibirlo in modo minaccioso.

Con l’arrivo di altre pattuglie fatte intervenire in ausilio, i militari dell’arma dopo aver convinto l’individuo a consegnare il coltello,  hanno identificato i due soggetti accertando che entrambi erano già noti alle forze dell’ordine poiché spesso controllati a Faenza durante i servizi di controllo del territorio nonché già colpiti da ordine di espulsione dal territorio nazionale.

All'interno dell’appartamento è stato trovato un albanese  28enne che, sollevato dall’arrivo dei Carabinieri, ha riferito di essere stato “sequestrato” dai due brasiliani che dopo averlo accolto in casa, lo hanno minacciato con grossi coltelli da cucina e privato della libertà personale costringendolo senza alcuna ragione a rimanere in casa dopo aver chiuso la porta d’ingresso e nascosto le chiavi.

Nell’occasione i carabinieri hanno perquisito l’appartamento rinvenendo anche il  secondo coltello utilizzato per minacciare l’albanese, dopodichè tutti sono stati portati in caserma per ricostruire esattamente l’accaduto.

Sostanzialmente dall’attività d’indagine è emerso che effettivamente i due brasiliani, dopo aver concordato un incontro con l’albanese presso il loro appartamento, gli hanno impedito di andare via nonostante lo stesso, avvedutosi del loro stato di alterazione psico-fisica, avesse chiesto di poter uscire, minacciandolo con i coltelli da cucina e chiudendo la porta a chiave, senza spiegare le ragioni di quel “sequestro”. I due sono in carcere, in attesa dell’interrogatorio di convalida.

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