Quest'anno vaccinarsi contro l'influenza è molto importante, l'esperta: "Ci sarà una forte richiesta"

Il vaccino anti-influenzale non difende dal Covid lo sappiamo, ma quest'anno avrà una maggiore valenza rispetto agli anni scorsi. Questi i motivi

Si prevede un picco di richieste dei vaccini anti-influenzali quest'autunno e l'Ausl - garantiscono dall'Igiene pubblica dell'azienda sanitaria locale - si sta organizzando per tempo per dare una risposta a tutti. Gli interrogativi sono soprattutto da parte dei medici di base, che temono di trovarsi di fronte a un flusso anomalo di anziani interessati alla vaccinazione senza avere dosi per tutti. Ma questo problema non si concretizzerà, e anzi si partirà prima con la vaccinazione: non a novembre, ma già a ottobre con un'opportuna campagna di sensibilizzazione. A spiegarlo è Raffaella Angelini, a capo del dipartimento dell'Igiene pubblica dell'Ausl Romagna.

Dottoressa, il vaccino anti-influenzale non difende dal Covid lo sappiamo, ma quest'anno avrà una maggiore valenza rispetto agli anni scorsi. Perchè?
Anzitutto per facilitare le diagnosi, se un soggetto vaccinato mostrerà sintomi influenzali il medico potrà indirizzarsi più facilmente al Covid. Ma anche perché così si possono evitare, nella popolazione anziana, i danni più gravi in caso di concomitanza delle due infezioni, quella stagionale e quella del Coronavirus. Infine per gli operatori sanitari, che quest'anno dovranno, speriamo, aderire maggiormente alla vaccinazione contro l'influenza stagionale per essere disponibili in caso di crescita dell'epidemia di Covid. Non sappiamo ancora se ci sarà un'obbligatorietà per certe fasce sociali, ma contiamo di avere un'alta adesione.

Alta adesione significa però molte più persone che si riversano dai medici di base per la vaccinazione.
Partiremo prima. Da tanti anni si parte con la prima settimana di novembre per dare una copertura sull'influenza, che ha un andamento di crescita notevole a gennaio per poi calare a febbraio e marzo. Quest'anno prevediamo di partire già ad ottobre, tenuto anche conto che ci vogliono due settimane per sviluppare gli anticorpi.

Non cambia niente dal punto di vista del tempo di copertura?
No, l'influenza stagionale di solito si ferma a marzo.

Quante persone si vaccinano contro l'influenza?
La Regione prevede la gratuità sopra i 65 anni di età, per le donne incinte, per chi è affetto da malattie croniche e per certe fasce di lavoratori a rischio. Lo scorso anno la copertura è stata circa del 54%, che è scarsa rispetto ad una decina di anni fa, quando eravamo al 75%. Si è perso terreno da allora.

Per chi ha meno di 65 anni?
Può tranquillamente farlo, in questo caso a pagamento.

Non c'è il rischio che, data l'alta domanda, si esauriscano le scorte?
Il vaccino non è un prodotto farmaceutico dove conta solo la produzione industriale, ci sono altri fattori, ma siamo preparati anche a trovarci in una condizione di forte richiesta. Non c'è alcun motivo di pensare che non ce ne sarà a sufficienza, la Regione ha già fatto l'appalto per la fornitura.

Si parla poi anche del vaccino anti-pneumococco, che dà una difesa contro la polmonite, anche se pure in questo caso ovviamente non mette al riparo dal Covid. E' utile farlo?
E' utile in particolare per chi soffre delle varie malattie croniche, anche questo è gratuito sopra i 65 anni. Di solito per comodità si fa assieme all'anti-influenzale, ma lo si può fare sempre. A differenza del vaccino contro l'influenza stagionale, questo dà una copertura di circa dieci anni.

C'è timore che, quest'inverno, nell'ipotesi di una ripresa dei contagi da Coronavirus, la coincidenza dell'influenza stagionale renderà tutto più caotico. L'Ausl sta lavorando quindi per impedire tutto questo?
Ci siamo attrezzati per tempo, ovviamente aspetteremo il momento propizio per far partire la campagna informativa, inutile iniziare a parlarne a luglio, quando le persone ancora non hanno l'attenzione per i problemi tipici dell'inverno.

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C'è infine il timore che una massa così elevata di anziani che si vaccinano contro l'influenza comporti assembramenti pericolosi negli ambulatori...
Anche in questo caso bisogna garantire a medici e pazienti il giusto distanziamento.

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