Valle della Canna di nuovo "asciutta": i cacciatori fanno immettere nuova acqua

Un nuovo intervento a tutela dell’ambiente e della fauna, quello promosso dai cacciatori romagnoli all’interno del Parco Regionale del Delta del Po

Un nuovo intervento a tutela dell’ambiente e della fauna, quello promosso dai cacciatori romagnoli all’interno del Parco Regionale del Delta del Po, nella oramai tristemente famosa Valle della Canna dove lo scorso anno sono morti migliaia di uccelli acquatici per un’intossicazione da botulino - e del cui futuro si discute proprio mercoledì a Palazzo Merlato.

“La valle é soggetta al repentino prosciugamento delle acque durante la calura estiva e questo fenomeno potrebbe generare pericolose proliferazioni di patogeni - ha dichiarato Dante Gianstefani, Presidente Provinciale Federcaccia di Ravenna - Alcuni cacciatori della zona si erano accorti del drastico calo di livello dell’acqua e abbiamo immediatamente comunicato la cosa ai Carabinieri Forestali. Fortunatamente é stata tempestivamente immessa acqua fresca e pulita proveniente dal fiume Reno tramite la condotta del petrolchimico all’uopo ristrutturata e la situazione é tornata in condizioni ambientali accettabili”. 

A settembre, con oneri a carico di Romagna Acque spa, verrà ripristinato e aumentato nella portata il sifone che passando sotto l’alveo del fiume Lamone, trasferisce le acque fluviali all’interno della valle della Canna. Entro fine estate sarà inoltre presentato al comune di Ravenna lo studio di fattibilità della derivazione di acqua che collegherà la traversa del Carrarino direttamente con la valle della Canna nel suo vertice sud/ovest, allo scopo di garantire definitivamente l’alimentazione da fonti plurime e il flussaggio delle acque nella valle, elemento imprescindibile per il mantenimento della necessaria qualità ambientale.

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La notizia della segnalazione si é diffusa in poco tempo, raggiungendo anche l’ufficio di Bruxelles del Vicepresidente dell’Intergruppo caccia e biodiversitá Marco Dreosto, che ha dichiarato: “voglio fare i miei complimenti a tutti coloro che si sono spesi per risolvere la situazione e sono davvero compiaciuto che il mondo venatorio si dimostri ancora una volta sentinella dell’ambiente e profondo conoscitore delle problematiche ad esso legate. Questa é la strada e l’esempio che dobbiamo seguire per dimostrare quanto sia importante il ruolo della categoria per la tutela e il mantenimento degli habitat e delle specie”.

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