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Valle della Canna, l'Enpa punzecchia politici e giovani: "Il caso non scuote neppure le anime “green""

l presidente dell'Enpa Ravenna, Carlo Locatelli, non risparmia bordate, dicendosi "fortemente nauseato per la vergogna ed ipocrisia di troppe persone"

"La Valle della Canna non scuote neppure le anime "green" degli emiliano-romagnoli; figuriamoci poi nel resto d’Italia". Il presidente dell'Enpa Ravenna, Carlo Locatelli, non risparmia bordate, dicendosi "fortemente nauseato per la vergogna ed ipocrisia di troppe persone in primis gli amministratori e gli enti pubblici, i politici e gli organi d’informazione che al di là del ravennate non hanno speso una parola". "Non vorremmo, tra un anno, in questi tempi, dover assistere ad un altro sterminio di uccelli e pesci, ne di dover ascoltare stupide giustificazioni che incolpino la siccità e l’estate troppo calda", aggiunge.

Locatelli si rivolge ai giovani, "scesi in piazza per dimostrare e protestare, così come avevano fatto per le belle parole di Greta (l'attivista svedese che si batte contro i cambiamenti climatici, ndr) e ai politici che, "tranne qualche eccezione, non hanno dato ampio risalto allo scempio della Valle della Canna".  "Al di là della realtà ravennate poco se ne è parlato - afferma Locatelli -. Quindi ci si strappa le vesti per i ghiacci dell’Antartide e si fa spallucce per i pesci e gli uccelli delle nostre valli. D’altra parte i politici sanno che tra un po’ non se ne parlerà più, mentre le indagini della Procura chissà se e come finiranno. In queste storie italiche finisce quasi sempre che non si trova mai un colpevole".

“Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia” piagnucolava solo poco tempo fa la svedesina Greta e tutti si sono sentiti toccati e si sono commossi - prosegue il presidente dell'Enpa -. Eppure, almeno qui da noi, sarebbe bastato uscire da casa e far pochi chilometri per vedere tanti sogni andare in fumo. La Valle della Canna non scuote neppure le anime “green” (termine inglese che va tanto di moda e che troviamo orribile) degli emiliano-romagnoli; figuriamoci poi nel resto d’Italia. Ai tanti giovani e meno giovani nostrani che si indignano per le condizioni di degrado del Mondo, chiediamo che cosa abbiano mai fatto o stiano facendo di utile per la natura e gli animali. Sappiamo bene che vi sono delle persone sinceramente sensibili ed impegnate per la difesa della natura, ma i più stanno alla finestra".

Conclude Locatelli: "Di fronte allo sfacelo della Valle della Canna, taluni, che si vantano di praticare lo sport della caccia, si sono scatenati in una forsennata sparatoria contro gli uccelli, nella valle retrostante a Marina Romea, proprio nelle immediate vicinanze del disastro. Complimenti a questi sportivi. Un gesto nobile ed etico: uccidere degli animali in difficoltà. Ebbene siamo voluti tornare su questa vicenda perché fortemente nauseati per la vergogna ed ipocrisia di troppe persone in primis gli amministratori e gli enti pubblici, i politici e gli organi d’informazione che al di là del ravennate non hanno speso una parola. Non vorremmo, tra un anno, in questi tempi, dover assistere ad un altro sterminio di uccelli e pesci, ne di dover ascoltare stupide giustificazioni che incolpino la siccità e l’estate troppo calda§".
 

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