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Valle della Canna, scatta la denuncia: "È disastro ambientale" - VIDEO

Le critiche condizioni della valle continuano a essere difese a spada tratta da diverse parti politiche, primo fra tutti Alvaro Ancisi, capogruppo in consiglio di Lista per Ravenna

Le critiche condizioni della Valle della Canna continuano a essere difese a spada tratta da diverse parti politiche, primo fra tutti Alvaro Ancisi, capogruppo in consiglio di Lista per Ravenna. Gli ultimi problemi evidenziati da Ancisi erano stati evidenziati a inizio giugno da Alvaro Ancisi, quando il consigliere aveva fatto notare come la valle risultasse secca per più della metà della sua estensione presentando poi un question time in consiglio. A sostenere le teorie di Ancisi ci ha pensato qualche giorno fa il consigliere territoriale dell'area di Sant'Alberto di Forza Italia Giuliano Garavini, che ha sottolineato come la situazione della valle rappresenti un pericolo per gli animali che la abitano.

La denuncia

Ancisi non è intenzionato a lasciar correre sulla questione e infatti, in qualità di presidente della commissione Ambiente del Comune, ha presentato una denuncia al comandante del Nucleo operativo ecologico dell’arma dei Carabinieri di Bologna, al comandante della Polizia provinciale di Ravenna (quale Polizia ambientale, demaniale, venatoria e ittica) e per conoscenza al sindaco de Pascale, dove si ravvisa come ipotesi di reato il "disastro ambientale". "La condizione di “pericolo di disastro ambientale” della Valle della Canna, a causa delle ricorrenti siccità estive, può dirsi cronica - spiega il consigliere d'opposizione - L’andamento climatico caratterizzato dall’aumento dei periodi di siccità e della loro intensità, insieme alla diminuzione delle piogge, ha aggravato il pericolo in questi ultimi anni. L’acqua è venuta a mancare a fine maggio. All’inizio di giugno, la valle era asciutta per oltre la metà. In questo periodo, tutti i pulli (definizione della cosiddetta “prole inetta”, cioè dei nidiacei che hanno bisogno di cure da parte dei genitori per diverse settimane prima di involarsi) delle varie specie: Canapiglie, Cavalieri d’Italia, Folaghe, Germani reali, Moriglioni, Pavoncelle, Volpoche erano nati da poco ma non ancora volanti, totalmente dipendenti dai genitori e impossibilitati a difendersi. Essendo venuta a mancar loro la massima parte dell’elemento di sopravvivenza cioè l’acqua, ne è aumentata drasticamente la predazione da parte delle specie opportunistiche, come i gabbiani reali, i rapaci diurni e i mammiferi di terra quali la volpe, con il conseguente calo drastico del successo riproduttivo".

"Il 16 giugno - prosegue Ancisi - è stata riversata nella valle acqua dal fiume Reno fino a raggiungere appena il livello + 10 centimetri della scala idrometrica. La temperatura media di quei giorni è stata di oltre 30 gradi, che hanno significato la riduzione di 1 centimetro al giorno di tale livello. Il 18 luglio il livello idrico è tornato a 0. La valle, asciutta per oltre la metà, si è interamente prosciugata in una quindicina di giorni. In meno di una settimana dai primi di agosto si sono prosciugate anche le fosse arginali della valle - fossa circondariale e fossa detta del Comune - che, in questa contingenza, avrebbero potuto costituire l’unico polmone idrico per la sopravvivenza delle specie ittiche espulse dalla secca valliva. Non c’è più condizione di vita nemmeno per quei pochi pulli nati da nidificazioni di recupero, come quelli del Cigno reale e del pesce. Le immagini e le segnalazioni dei cittadini descrivono le condizioni drammatiche di ciò che resta della Valle, ormai secca e deserta: piccoli di Cigno che annaspano immersi nel fango, Carpe e Cavalieri d’Italia in pochi centimetri d’acqua, Garzette che si aggirano tra le crepe del fondale completamente essiccato. La fauna acquatica non esiste più. I pochi pesci sopravissuti sono facilmente ghermiti, ormai agonizzanti, dalle specie  predatrici per cibarsene. Tutti gli uccelli migratori che usavano la valle come sito di sosta e di alimentazione per poi ripartire, oggi vi trovano il deserto.

"Urgente un regime strutturale di ricambio idrico della valle"

"Dimostrata l’alterazione dell’equilibrio dell’ecosistema Valle della Canna, o quanto meno il pericolo, pare dunque ovvio che il “recupero dello stato dei luoghi” possa avvenire non già solo con le misure ordinarie, contingenti e inadeguate praticate in questi anni, bensì con provvedimenti risolutivi volti ad instaurare sulla valle, a partire almeno dalla prossima stagione estiva, un regime strutturale di ricambio idrico. Nelle risposte alle interrogazioni che ho presentato, invece, figura un campionario di intenzioni e di annunci che non hanno avuto seguito pratico. “Per la prossima settimana il Comune ha preventivato di ridare acqua alla valle”, mi è stato risposto: come somministrare ossigeno ad un moribondo. Lo stato della valle può anche rappresentare un’emergenza di sanità pubblica, per fronteggiare la quale il sindaco è titolare anche di uno specifico potere di ordinanza contingibile e urgente: dalle deiezioni degli uccelli acquatici può infatti ingenerarsi, soprattutto in acque calde e scarse, il botulismo aviare, una delle principali cause di strage per avvelenamento di tali volatili, sviluppandosi esso in ambienti privi di ossigeno, con temperature elevate e tessuti animali in decomposizione".

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