Valle Mandriole a secco: "La Regione crei nuove prese d'acqua"

A chiederlo è il consigliere regionale della Lega, Andrea Liverani,che mercoledì ha depositato un'interrogazione in merito

“La Regione Emilia-Romagna faccia qualcosa per tutelare Valle Mandriole, una delle più importanti paludi d’acqua dolce d’Italia, inserita all'interno del Parco del Delta Po”. A chiederlo è il consigliere regionale della Lega, Andrea Liverani,che mercoledì ha depositato un'interrogazione con la quale chiede alla Giunta di viale Aldo Moro “se siano previsti e, nel caso, quali siano, i programmi del Comune di Ravenna finalizzati a ridare acqua alla Valle Mandriole” e “se siano previsti investimenti da parte della Regione per la riqualificazione ambientale della Valle e per la creazione di nuove prese d’acqua”.

All’interno della Valle Mandriole, fino a pochi anni fa, erano presenti 45 specie di uccelli tutelate dalla direttiva 09/147/UE, tuttavia, “come ho potuto constatare di persona la Valle sta lentamente cadendo in uno stato di abbandono per via della mancanza di un vero e proprio ricircolo dell’acqua che compromette quindi l’ecosistema della zona” spiega l'esponente del Carroccio. Dal 2013 il sito di Valle Mandriole ha visto un preoccupante peggioramento della sua naturalità, problema legato alla carenza di acqua dolce per via del suo costo elevato e ai prosciugamenti estivi, tant'è che negli ultimi 15 anni centinaia di specie si sono estinte, nello specifico la quasi totalità delle piante acquatiche e tutti gli invertebrati acquatici.

“Il problema è connesso a due ordini di motivi: primo, Valle Mandriole non dispone di una presa d’acqua dal fiume Lamone, in quanto il sifone che permetteva di alimentare la valle prendendo acqua dal Carrarino è compromesso; secondo, la presa d’acqua dal fiume Reno è di proprietà di un soggetto privato il quale concede l’acqua in modo occasionale senza possibilità di programmazione - spiega Liverani - Quel che è certo è che attualmente il livello delle acque in Valle Mandriole è molto basso e, poiché già in passato la Regione Emilia-Romagna tramite il “Servizio Aree Protette Foreste e Sviluppo della Montagna” aveva avvertito il direttore dell’Ente di gestione del Parco ed il responsabile del Servizio ambiente del Comune di Ravenna, sullo stato degli habitat e delle specie animali in via di estinzione, è bene che oggi si passi dalle parole ai fatti".

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