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Sabato, 3 Dicembre 2022
Ambiente

Valle Mandriole, "La situazione è sotto controllo. Assenza di uccelli acquatici in difficoltà"

"Gli accorgimenti gestionali messi in atto dall’Ente Parco e dal Comune di Ravenna hanno permesso, negli ultimi tre anni, di invertire un andamento preoccupante per la conservazione del patrimonio naturale di questo prezioso ambiente", viene rimarcato

L'ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità - Delta del Po aggiorna sullo stato della Valle Mandriole, una delle zone umide d’acqua dolce più rappresentative del Parco del Delta del Po dell’Emilia-Romagna e dell’intero Delta. Assieme a Punte Alberete, rappresenta infatti il complesso palustre d’acqua dolce più importante d’Italia.

"Gli accorgimenti gestionali messi in atto dall’Ente Parco e dal Comune di Ravenna hanno permesso, negli ultimi tre anni, di invertire un andamento preoccupante per la conservazione del patrimonio naturale di questo prezioso ambiente - viene rimarcato -. Grazie al fondamentale interessamento della Regione Emilia-Romagna e al contributo di Ravenna Servizi Industriali e di Romagna Acque, sono stati realizzati manufatti importantissimi per la gestione delle acque di questo bacino palustre".

"Il modello di gestione idraulica redatto ed approvato dall’Ente Parco, in accordo con il Comune di Ravenna, assieme alla competenza tecnica del personale dei due Enti, ha permesso di avviare una gestione ottimale, con gli strumenti a disposizione, e di prevenire o affrontare nel migliore dei modi tutti i problemi gestionali - viene spiegato -. Ciò, anche in presenza di fattori esogeni negativi straordinari come la siccità e le elevate temperature dell’estate appena conclusa".

"Nelle estati 2020, 2021, 2022, inoltre, la predetta puntuale gestione del sito ha permesso di impedire il fenomeno del botulismo, legato ad assenza di ossigeno nel fondale e a temperature elevate, che può potenzialmente causare la morte di elevati quantitativi di uccelli acquatici - viene rimarcato -. Anche durante l’estate appena trascorsa, infatti, il botulino aveva fatto la sua comparsa, immediatamente rilevata grazie all’impegno del personale del distaccamento ambientale della Polizia Locale del Comune di Ravenna e alle scelte gestionali tempestivamente assunte dall’Ente Parco, sempre in stretto coordinamento con il Servizio Ambiente del Comune, svuotando il bacino, così da allontanare gli uccelli, cambiare l’acqua e ossigenare i fondali".

A partire da settembre è inizia la ricarica, utilizzando il sifone che sottopassa il fiume Lamone e immette in Valle Mandriole l’acqua che scorre nei canali circondariali di Punte Alberete. "L’afflusso non è rapido, per ragione legate alla poca differenza tra i livelli idrici dei due lati del fiume, ma procede in maniera regolare e costante, al ritmo di due centimetri al giorno - viene puntualizzato -. Le acque basse di questi giorni, che hanno destato preoccupazioni, sono più sicure di acque leggermente più elevate, poiché lo scambio di ossigeno con il fondale avviene più facilmente. Le basse temperature notturne, poi, oltre a prevenire direttamente lo sviluppo del botulino, permettono, anche in presenza di livelli eventualmente più elevati, uno scambio tra le acque di superficie e quelle più profondità, poiché l’acqua, raffreddandosi, si appesantisce e scende sul fono, portando con sé l’ossigeno".

"La situazione è sotto controllo e anche un circostanziato monitoraggio svolto venerdì mattina dalla Polizia Locale del Comune di Ravenna, assieme alle Guardie Ecologiche di Ravenna ed in accordo con l’Ente Parco, ha permesso di verificare la totale assenza di uccelli acquatici in difficoltà nell’intero bacino palustre, grazie all’utilizzo di un drone ad elevata tecnologia, dotato di videocamere ad alta definizione, manovrato da personale specializzato delle Guardie Ecologiche - conclude l'informativa -. Infine, il Comune di Ravenna e l’Ente Parco stanno predisponendo un nuovo progetto da candidare ai bandi di finanziamento europei Life Climate Change 2022, per costruire una nuova condotta idrica dal fiume Lamone a Valle Mandriole, sul lato settentrionale del corso d’acqua, che possa rifornire direttamente e copiosamente la palude".

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