Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Vandalizzato il mosaico di Matteucci in Darsena, si cerca il colpevole. La moglie: "Sono dispiaciuta per lui"

Alcuni ignoti nei giorni scorsi hanno danneggiato vistosamente l'installazione in mosaico dedicata a Fabrizio Matteucci in Darsena, inaugurata appena 5 mesi fa

Un gesto stupido e senza cuore. Alcuni ignoti nei giorni scorsi hanno danneggiato vistosamente l'installazione in mosaico dedicata a Fabrizio Matteucci in Darsena, inaugurata appena 5 mesi fa. Sono stati infatti asportati la cartella in pelle con gli occhiali e la tazzina di caffè, due degli oggetti simbolici scelti per ricordare le abitudini dell'amato ex sindaco ravennate. Già pochi giorni dopo la sua installazione l'opera era stata danneggiata, ma involontariamente, da una donna che nell'intento di 'abbracciare' il monumento aveva provocato una piccola frattura. Ma questa volta sembrano non esserci dubbi sull'intenzionalità dell'atto vandalico.

La vedova di Matteucci, Simona Pepoli, ha commentato il fattaccio sui social rivolgendosi direttamente al colpevole: "Se fossi qui, davanti a me, ti chiederei di sederti. Ti guarderei negli occhi. Ti ascolterei mentre mi spieghi perché ti sei portato via tanto di quella bellezza. L'uomo che quegli oggetti incarnano ci ricordava sempre che ascoltare è il primo passo. Sono dispiaciuta per tante ragioni. Alcune più calde. Sono dispiaciuta perché i ravennati sono innamorati della panchina. Alcuni la sentivano così loro da sedersi lì per scambiarsi un pezzo di eternità oppure cercare conforto. Sono dispiaciuta perché amo quell'uomo e vorrei vivo ed integro il suo ricordo. Ed infine sono dispiaciuta per te. Perché un gesto come questo mi dice che non appartieni. Nemmeno a te stesso". Poi aggiunge: "In zona c'è una telecamera ed era in funzione. Nei prossimi giorni sapremo se hanno identificato l'autore del gesto".

Ferma la condanna del Movimento 5 Stelle Ravenna che per tramite del proprio referente cittadino, Igor Gallonetto, stigmatizza duramente l'accaduto: "Un gesto vandalico e folle - ribadisce Gallonetto - che è uno sfregio non solo alla memoria di un galantuomo come Matteucci, ma a tutta la città di Ravenna, che Matteucci ha rappresentato con passione, dedizione e alto spirito civico".

"Quando ci incontravamo, spesso mi chiedeva di parlare in romanesco, stavolta la fase m’è venuta di getto: “nun ce fa’ caso a Fabri’, a quello je prudevano le corna”", commenta il candidato sindaco dei Comunisti Uniti, Alessandro Bongarzone. "Un gesto di oltraggio verso tutta la nostra comunità cittadina che, nonostante qualche “spostato” o esagitato con la testa girata all’indietro, ha nella tolleranza e nella democrazia i suoi valori fondanti. Distruggere l’opera dell’ingegno e della creatività di un’artista carica di sensibilità e di pensiero innovativo, peraltro, denota una sensibilità pari a zero e una solitudine che - come ha scritto la moglie di
Matteucci - evidenzia la non appartenenza a niente, neanche a sé stesso. La cosa ancor più grave, infine è che quel gesto oltraggia la memoria di una persona con cui si poteva non essere d’accordo ma a cui non si poteva non riconoscere il suo essere uomo inclusivo, che teneva alla sua Comunità che voleva “aperta e accogliente” come mi scrisse nella lettera di benvenuto in città, quando arrivai 18 anni or sono".

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