Rimpatriato dopo l'atto vandalico alla tomba di Dante, l'avvocato: "Espulsione illegittima"

L'espulsione dall'Italia del 22enne senegalese che ha lanciato una bottiglia di birra contro la tomba di Dante è illegittima: a dichiararlo è l'avvocato Andrea Maestri, difensore di fiducia del ragazzo

L'espulsione dall'Italia del 22enne senegalese che ha lanciato una bottiglia di birra contro la tomba di Dante sarebbe  illegittima: a dichiararlo è l'avvocato Andrea Maestri, difensore di fiducia del ragazzo, che ha presentato ricorso al giudice di pace chiedendo al Prefetto una sospensione del decreto di espulsione. Il 22enne avrebbe dovuto essere espulso già giovedì, quando è stato accompagnato all'aeroporto di Bologna, ma la partenza alla fine è stata rimandata a venerdì pomeriggio.

"L'uomo è stato dipinto come un pericoloso pregiudicato tale da giustificarne l'allontanamento immediato - spiega Maestri al fianco del padre del senegalese - Per riequilibrare il racconto di questa vicenda dobbiamo dire che si tratta di una persona di 22 anni che ne ha trascorsi 21 nel nostro Paese, dove ha padre e madre, mentre non ha legami col Senegal. Non è corretto dire che sia irregolare sul territorio nazionale, perchè ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare. E' vero che la richiesta ha avuto un rigetto dalla Questura, ma tale rigetto è stato impugnato: il Tribunale di Bologna in primo grado ha dato ragione alla Questura, ma la sentenza non è definitiva, visto che abbiamo già presentato ricorso in appello e la Corte di Bologna tratterà il caso l'11 febbraio 2020. Quindi la vicenda dell'irregolarità di questo ragazzo è 'sub-iudice'. Ogni Stato di diritto liberale prevede che in casi come questo si resti in attesa sul territorio in attesa che un giudice si pronunci definitivamente sul proprio status giuridico, e finchè ci sono indagini la pubblicazione delle immagini dei ragazzi è vietata dal codice ed è lesiva della loro dignità. Da parte delle istituzioni ci si aspetterebbe il rispetto scrupoloso della dignità di ogni persona e delle regole che vietano scorciatoie mediatiche e spettacolarizzazione, come stabilito anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo".

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Il 22enne poi, precisa il legale, "non ha mai ricevuto condanne per droga, ma solo denunce. Da minorenne ha commesso alcuni reati contro il patrimonio, ma ha seguito un percorso di rieducazione e di risocializzazione, conclusosi positivamente a febbraio di quest'anno. L'ultima cosa che si potesse fare era andarlo a prelevare da casa, notificargli un decreto di espulsione che non tiene minimamente conto dell'esistenza di legami familiari sul territorio nazionale e spedirlo in un paese con cui non ha nessun legame. Il tutto, lo specifico, senza voler minimizzare l'odiosissimo episodio del lancio della bottiglia contro la porta, che da dantista condanno come atto sacrilego".

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