Vele parasole, fioriere, elementi d'arredo: novità per il centro storico

Lo strumento aggiorna e innova i tre regolamenti attualmente in vigore in materia di arredo urbano inerente le attività commerciali, artigianali e di pubblico esercizio

Potrebbero presto cambiare le regole per l'occupazione degli spazi pubblici. Il Comune di Ravenna ha diffuso la proposta di un nuovo regolamento in materia di arredo urbano che interessa attività commerciali, artigianali e pubblici esercizi volta a semplificare e innovare il regolamento attualmente in vigore. Semplificare e accelerare le procedure e i rapporti tra imprese e pubblica amministrazione, riconducendo in un unico atto la disciplina relativa alle occupazioni di suolo pubblico, è infatti l’obiettivo del nuovo regolamento per l’occupazione di aree e spazi pubblici, o privati di uso pubblico, con mezzi pubblicitari, fioriere, tende parasole, elementi di arredo e strutture temporanee a servizio di pubblici esercizi, proposto dalla giunta al consiglio comunale, che si appresta a discuterlo e a votarlo.

Lo strumento aggiorna e innova i tre regolamenti attualmente in vigore in materia di arredo urbano inerente le attività commerciali, artigianali e di pubblico esercizio, accorpandoli in un unico testo. Il percorso che ha portato alla sua redazione ha visto il coinvolgimento dei servizi Sportello unico per le attività produttive ed economiche, Sportello unico per l’edilizia, Mobilità e viabilità, della Polizia locale, delle associazioni di categoria e della Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio. Questo nuovo regolamento potrà da un lato concorrere a dare nuovi impulsi all’imprenditoria locale e dall’altro a risolvere alcune incongruità, caratterizzandosi quindi anche come occasione di riqualificazione delle aree interessate dalla sua applicazione.

Le principali innovazioni

Primo importante cambiamento è la suddivisione del centro storico ravennate in tre sottocategorie (A0, A1 e A2) che differenziano le aree in base alla loro tutela storico-artistica in modo da agevolare le possibilità delle imprese situate nelle zone meno vincolate.

  • A0: ambito di Porta Serrata, piazza XX Settembre, Giardini Speyer, piazza Ariani, piazza Duomo, sagrato San Francesco, Sant'Apollinare Nuovo.
  • A1: piazza del Popolo, piazza San Francesco, via Argentario, via Maggiore da Porta Adriana all'incrocio con via S. Gaetanino, via Castel San Pietro da Porta Sisi a via Gabici.
  • A2: Città storica a esclusione delle aree A0 e A1.

Viene introdotta la figura dello Sportello Unico per le Attività Produttive come unico ufficio al quale l'imprenditore si deve rivolgere per adempiere a tutte le procedure legate al nuovo regolamento. Fuori dall'ambito A0 le tipologie di arredo conformi alle prescrizioni del regolamento non necessitano del parere della Soprintendenza Archeologia, belle Arti e paesaggio. 

Innovazioni a carattere generale - il regolamento prevede che per alcune tipologie di arredo da installare in centro storico (ad esempio ambiti A1 e A2), che risultano conformi alle prescrizioni/disposizioni del regolamento non è dovuto il parere della Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio.  Le concessioni per l'occupazione di suolo pubblico, per l'installazione di elementi di arredo a servizio di attività di pubblico esercizio o attività artigianali o commerciali di vicinato, potranno avere una durata massima fino a 5 anni, dando in questo modo all'imprenditore una maggiore sicurezza e un incentivo per possibili investimenti più duraturi nel tempo. Vengono indicate le nuove strutture temporanee a servizio delle attività di somministrazione alimenti e bevande suddivise in tre tipologie (tipo A, B e C, vedi galleria fotografica).

Disciplina dei mezzi pubblicitari ed informativi - introduzione delle “forme pubblicitarie libere” che, se conformi al regolamento, non necessitano di provvedimenti specifici e sono attuabili liberamente, nell’ottica di una maggiore semplificazione (ad esempio locandine, video o televisori posti all'interno di vetrine, gigantografie a copertura di ponteggi, pubblicità non visibili dalla strada ecc.).

Fioriere - ampliamento della gamma di materiali, forme e tipologie ammesse e abolizione dell’obbligo di presentazione di una proposta unitaria da parte degli esercizi posti in una medesima via o piazza del centro storico, individuando in almeno due esercizi il numero minimo per tale proposta unitaria, sempre nell’ottica di una maggiore semplificazione.

Tende e tendoni parasole - ampliamento della gamma dei colori ammessi e semplificazione delle numerose tipologie presenti nell'attuale regolamento, nell'ottica di conseguire un’unitarietà degli elementi di arredo e tutelare il decoro degli spazi.

Installazione di elementi di arredo a servizio di attività di somministrazione pubblica - aumentare la gamma dei colori ammessi per i vari elementi, indirizzando le forme di ombreggio quali ombrelloni e vele (nuova tipologia) eliminando le strutture come chioschi e gazebi. Si sono introdotti e disciplinati anche gli elementi come barriere di protezione ed elementi di delimitazioni delle aree chieste in concessione, sempre nell'ottica di conseguire un'unitarietà degli elementi di arredo e tutelare il decoro degli spazi.

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Installazione di strutture temporanee a servizio di pubblici esercizi - introduzione di una nuova tipologia di “struttura temporanea”, chiusa lateralmente, che ne permette il suo alleggerimento nel periodo estivo (evitando così di dover rimuovere l'intera struttura); sono stati inoltre eliminati tutti gli abachi prescrittivi del precedente regolamento che vincolavano, oltre alla struttura esterna, anche  gli elementi interni come ad esempio le tipologie di sedie, tavoli, lampadari, ecc… Nell'ambito del centro storico sono state redatte delle nuove tavole in cui, a differenza del precedente regolamento, la collocazione delle strutture temporanee non avviene più in maniera puntuale, limitandone l'applicazione, ma all'interno delle vie e piazze principali vengono individuate delle fasce in cui può avvenirne la collocazione. Questa scelta ha lo scopo di rendere più flessibile lo strumento anche alle esigenze di quelle nuove attività di somministrazione pubblica che apriranno in futuro in centro storico.

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