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Sabato, 3 Dicembre 2022
Cronaca Riolo Terme

Vena del Gesso romagnola, arriva la commissaria Unesco: "Nessun vincolo per la cava di Monte Tondo"

L'ex direttore del Parco della Vena del Gesso: "La candidatura è geologica e la cava attuale è fuori dall’area candidata”

Si avvicina il momento della visita della commissaria Unesco, la slovena Gordana Beltram, alla Vena del Gesso. La commissaria Beltram, è già arrivata in Italia e lunedì ha incontrato per un breve saluto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Il programma di visita prevede martedì l’Alta Valle del Secchia, mercoledì la bassa collina reggiana e Zola Predosa. Giovedì mattina invece è la volta di Tossignano con arrivo a Brisighella giovedì pomeriggio e un incontro giovedì sera con i soggetti locali interessati. Venerdì la commissaria si recherà a Riolo Terme e Casola Valsenio, sabato sarà invece a San Leo nel Riminese e domenica nuovamente nel Bolognese. Le visite e gli incontri si concluderanno poi lunedì con un nuovo vertice in Regione.  La commissaria sarà chiamata a verificare che quanto riportato nel dossier di candidatura corrisponde a verità - fanno sapere dal comitato -, a cui poi seguirà la valutazione di un’ulteriore commissione che terrà conto anche dei pareri inviati. Una risposta è prevista nell’arco del 2023 quindi a pochi mesi di distanza dall’odierna visita.

Negli ultimi anni si è sviluppato un intenso dibattito sul Parco della Vena del Gesso e in particolare sulla cava di Monte Tondo, che di recente, anche in relazione allo studio dei professionisti incaricati dalla Regione, e sul quale la Provincia di Ravenna, relativamente ai piani di estrazione, aveva fatto affidamento, ha ottenuto una proroga fino a ottobre 2023. “La candidatura è geologica - evidenzia Massimiliano Costa, ex direttore del Parco della Vena del Gesso che nel 2015 seguì l’iter dal principio -, e la cava attuale è fuori dall’area candidata”. La cava infatti è stata sì citata, esattamente come lo sono state le peculiarità biologiche, archeologiche ed etnologiche “Ma in particolare la candidatura è sui valori del carsismo dell’Appennino settentrionale, dei fenomeni carsici e sulle grotte - prosegue Costa -, il territorio è descritto nel modo più completo possibile”.

A proposito delle discussioni che anche recentemente hanno visto coinvolti altri attori, i quali informati della candidatura del Parco intendevano conoscere quali fossero i vincoli stabiliti per la cava di Monte Tondo nel caso in cui l’Unesco esprimesse un parere positivo, la risposta è chiara: “Nessuno, l’Unesco non può mettere vincoli - conclude Costa -. Può premiare un territorio che conserva bene i propri valori naturali. Per il territorio sarebbe quindi un risultato straordinario, al netto del fatto che sono già aree ricche dal punto di vista scientifico. L’idea all’origine della candidatura del 2015, che oltretutto fu condivisa con i rappresentanti di allora, su cui anche gli amministratori hanno espresso il loro parere firmando l’accordo dei comuni sulla candidatura del dossier, e sulla quale sono state organizzate giornate divulgative, mostre e incontri tematici specifici era quella di dare a livello mondiale un riconoscimento a questo territorio”.

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