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La Municipale 'a caccia' di fioristi abusivi: sequestrate decine di mimose

Come ogni anno la Polizia locale di Faenza ha iniziato i servizi contro l'attività dei fioristi abusivi, che appaiono sempre numerosi in città in prossimità della Festa della donna dell'8 marzo

Come ogni anno la Polizia locale di Faenza ha iniziato i servizi contro l'attività dei fioristi abusivi, che appaiono sempre numerosi in città in prossimità della Festa della donna dell'8 marzo. Nella giornata di giovedì sono stati sequestrati decine di mazzi di fiori a un venditore di origine magrebina, trovato in centro a Faenza sprovvisto di qualsiasi autorizzazione per il commercio. Tale attività di contrasto all'abusivismo commerciale proseguirà anche per l'intera giornata di venerdì.

Nel frattempo la consigliera regionale del Partito Democratico faentina Manuela Rontini, giovedì, ha presentato un'interrogazione proprio per chiedere di "fermare i venditori abusivi di fiori a ridosso dei locali e dei luoghi più frequentati dei centri urbani delle nostre città. Spesso - spiega la dem - queste persone non sono autorizzate a questo tipo di commercio, sono prive delle necessarie licenze o si collocano in aree inibite al commercio itinerante. Questo fenomeno emerge maggiormente in prossimità delle feste: così è stato in occasione della festa di San Valentino e del 2 novembre, giornata in cui si commemorano i defunti".

La consigliera evidenzia come "coloro che esercitano il commercio di fiori e piante nel rispetto delle regole attendano queste ricorrenze e festività per incrementare il proprio fatturato e limitare gli effetti negativi della crisi. La presenza diffusa di abusivi sul territorio viene giustamente vissuta dagli esercenti del settore come una concorrenza sleale e illegittima". Dunque, Rontini interroga la giunta per sapere "quali strumenti siano stati messi in campo dalle istituzioni per contrastare il fenomeno del commercio abusivo di fiori e piante, soprattutto in occasione di particolari ricorrenze e, nell'immediato, per la Festa della donna" e cosa si intenda fare "anche raccogliendo l'appello delle associazioni di categoria per sensibilizzare i consumatori e l'opinione pubblica a rifiutare gli acquisti di prodotti derivanti dal commercio abusivo o illegale, per sostenere i tanti operatori del settore che offrono qualità, professionalità, lealtà fiscale e regolarità amministrativa".

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