Vigili del fuoco: "Al porto personale ridotto, luoghi di lavoro pericolosissimi"

Dopo il progetto di riordino che ha ridotto il numero di personale specialista nautico nella sede di Ravenna, il distaccamento terrestre dei Vigili del fuoco operante al porto non è più aperto

Sono trascorsi 30 anni dalla tragedia della Mecnavi in cui morirono 13 persone durante le operazioni di manutenzione straordinaria della nave gasiera “Elisabetta Montanari”. Da allora tanto si è fatto per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro, ma occorre sempre vigilare affinché non si abbassi la guardia e vengano a mancare idonee misure di sicurezza.

"Per garantire maggiori sicurezze in quell’ambito portuale dove vi è una notevole presenza di traffico marittimo e mercantile dotato anche di terminal passeggeri - commenta l'Unione sindacale di base dei Vigili del fuoco - è superfluo ribadire che in quel sito vi è la presenza di tante attività soggette alla normativa Seveso III, che costituiscono quasi il 50% delle attività soggette a rischio rilevante esistenti in tutto il territorio regionale. Il comando provinciale Vigili del Fuoco sin dai primi anni ’90 ha garantito in maniera pressoché continuativa l’operatività di una squadra terrestre che, in ausilio del personale specialista nautico, garantiva la sicurezza in quella delicatissima area. Purtroppo, da un po’ di tempo a questa parte (complici le carenze d’organico), il progetto di riordino che ha ridotto il numero di personale specialista nautico nella sede di Ravenna e da un diverso assetto organizzativo territoriale (come la nascita del distaccamento permanente di Vigili del Fuoco a Cervia), il distaccamento terrestre operante al porto non è più aperto".

"Ad oggi è operativo il solo distaccamento specialistico che, nonostante la riduzione dovuta al progetto di riordino che ha ridotto del 33% il personale specialista (da 36 unità a 24) e complice anche le attuali carenze di organico del 15% (da 24 unità a 20), riesce con estrema difficoltà e non sempre a garantire il solo soccorso con barche dedicate ad interventi in mare aperto - continua unione sindacale - mentre per quel che riguarda le operazioni d’intervento in porto in prossimità della costa (dove sono collocate tutte le aziende ad alto rischio) non vi è più la possibilità di intervenire prontamente: per tali interventi occorre attendere l’arrivo della squadra operativa (se presente) dalla sede centrale con tempi di percorrenza di oltre 20 minuti, oppure di altre squadre provenienti da altre località dove ovviamente i tempi di risposta sono notevolmente superiori. Riteniamo che senza un fattivo e costante intervento anche della politica, che intervenga con risorse su questo delicato capitolo, la situazione del porto di Ravenna non vedrà in tempi brevi un'efficace risposta al bisogno di sicurezza in quella delicatissima area. Pertanto nei prossimi giorni avvieremo un confronto con le amministrazioni locali e i parlamentari eletti in questa circoscrizione e anche con la regione Emilia Romagna".

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