Violenza di genere, al via una campagna comunicativa rivolta a tutte le donne

Un'iniziativa del Centro Antiviolenza Sos Donna Quattro manifesti per quattro declinazioni del concetto di libertà

In questo 2020 caratterizzato da un’emergenza sanitaria che ha sconvolto la vita di tutte e tutti, la parola “libertà” ha assunto una connotazione ancora più significativa, in particolare per le donne. Nel report “L’impatto del Covid sulle donne”, realizzato dalle Nazioni Unite, si sottolinea come la pandemia abbia un doppio effetto sulle nostre vite: da un lato la difficoltà nella gestione di smart-working e oneri di lavoro domestico e di cura, che continua a ricadere principalmente sulle madri; dall’altro una più alta esposizione al virus, in quanto le donne rappresentano il 70% del personale nel settore sanitario e sociale a livello globale, considerati tra i settori più a rischio. A ciò si aggiungono le difficoltà economiche a cui vanno incontro le donne che a causa dell’emergenza sanitaria hanno perso il lavoro e le complicazioni nel reperire una nuova occupazione.

Durante i mesi di lockdown le mura domestiche hanno rappresentato il principale luogo di isolamento e rifugio. Ma la violenza di genere quasi sempre ha le chiavi di casa e per molte donne, bambine e bambini i mesi di chiusura imposti dall’emergenza sanitaria Covid-19 hanno significato una lunga reclusione con mariti, compagni o padri che già avevano avuto dei comportamenti violenti, e una maggiore difficoltà nel chiedere sostegno. I dati relativi al trimestre marzo-maggio e riferiti agli accessi ai 14 centri antiviolenza aderenti al Coordinamento regionale di cui SOS Donna fa parte, mostrano difatti una diminuzione consistente nelle richieste d’aiuto rispetto allo stesso trimestre nel 2019 (-20%). Per coloro che già avevano contattato i centri, invece, la pandemia ha portato ad un rallentamento dei percorsi di uscita dalla violenza, a causa delle maggiori difficoltà nel raggiungere un’autonomia o della temporanea sospensione dei percorsi legali e giudiziari.

Il Centro Antiviolenza SOS Donna-Servizio Fe.n.ice ha deciso di celebrare la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza di genere con una campagna comunicativa rivolta alle donne, alle ragazze e alle bambine, per ricordare a tutte che è possibile vivere una vita libera dalla violenza e dagli stereotipi di genere. Per due settimane, dal 16 al 30 novembre, verranno affissi nelle bacheche dei comuni dell’Unione della Romagna Faentina i quattro manifesti della campagna “Libertà è..”, opera dell’illustratrice Elisa Caroli (La Lois), romagnola di nascita, che attualmente vive e lavora a Parigi.

Quattro manifesti per quattro declinazioni del concetto di libertà. La campagna comunicativa “Libertà è…” è stata realizzata con il patrocinio dell’Unione della Romagna Faentina e il sostegno della Regione Emilia-Romagna nell’ambito del progetto regionale “Parità nella differenza”.

Libertà è: essere chi vuoi. Per una vita libera dagli stereotipi e dalle discriminazioni di genere, che costringono ragazze e ragazzi, donne e uomini, in ruoli socialmente predefiniti, limitandone la libertà di scelta e di autodeterminazione. “Il mio potere di donna consiste nel definire me stessa e non farmi definire dall’esterno”, scriveva Audre Lorde.

Libertà è: stare in rete senza perderti di vista. Utilizzando le nuove tecnologie con consapevolezza. Durante i laboratori di prevenzione che SOS Donna conduce all’interno delle scuole dell’Unione della Romagna Faentina, emerge sempre più chiaramente da parte delle ragazze che incontriamo il fatto che le nuove tecnologie vengano utilizzate come strumenti di controllo all’interno delle relazioni di coppia, così come l’eccessiva “gelosia” da parte del partner venga spesso interpretata come un “tiene a me”. La tecnologia e la digitalizzazione di cui tutte/i disponiamo hanno portato all’emergere di nuove forme di violenza ad essa legate: dalla violazione della privacy al revenge porn, dal cyber bullismo allo stalking, è fondamentale per le ragazze saper riconoscere e proteggersi da tutte le tipologie di violenza e controllo.

Libertà è: non avere paura. Quella paura che tutte le donne avvertono nel rincasare sole la sera tardi, nell’andare a fare jogging in un posto un po' più isolato o nel viaggiare da sole. Maggiori controlli e pene più severe per i maltrattanti non sono sufficienti, quello che è necessario è un cambiamento culturale e un’educazione al rispetto dei generi, perché la violenza sulle donne è un fenomeno strutturale che riguarda tutte e tutti.

Libertà è: donne unite contro la violenza. I centri antiviolenza sono luoghi dell’accoglienza, dove viene utilizzata una metodologia basata sulla relazione tra donne, sull’assenza del giudizio e sull’autodeterminazione di ognuna rispetto alle proprie scelte di vita. Rappresentano uno spazio in cui prendersi cura di sé stesse e delle altre in un’ottica di sorellanza e di reciproco sostegno, per lottare insieme contro la violenza e le discriminazioni a cui tutte le donne sono soggette, per costruire insieme un futuro di libertà per tutte.

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