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'Vivere a spreco zero': il progetto di Hera per l'economia circolare

In Italia, secondo i dati 2020 dell’Osservatorio Waste Watcher (Lmm/Swg), il costo dello spreco alimentare settimanale medio in Italia è di 4,90 euro per nucleo familiare

C’è tempo fino al 15 settembre 2020 per rispondere al bando dell’ottava edizione del premio "Vivere a spreco zero", sostenuto anche dal gruppo Hera e promosso dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente e di Anci. Il premio è rivolto a enti pubblici, imprese, scuole, cittadini e associazioni e trova la sinergia del gruppo Hera, in particolare per la categoria InnovAction dedicata ad azioni e progetti innovativi, potenzialmente replicabili, centrati sulla riduzione degli sprechi e sull’uso efficiente delle risorse.

In Italia, secondo i dati 2020 dell’Osservatorio Waste Watcher (Lmm/Swg), il costo dello spreco alimentare settimanale medio in Italia è di 4,90 euro per nucleo familiare, in calo comunque rispetto al 2019, che porta a un costo totale di circa 6,5 miliardi di euro nelle case italiane, spesso legato all’eccesso di cibo acquistato o cucinato. Quest’anno il Premio Vivere a Spreco Zero prevede 10 differenti categorie: InnovAction, promossa con il gruppo Hera, premierà i progetti caratterizzati da innovazione digitale e/o tecnologica che abbiano contribuito alla prevenzione/riduzione dello spreco alimentare e alla sensibilizzazione sul tema in misura comprovata. Tutte le informazioni sul premio si possono trovare sul sito.

"Impegnandosi da tempo sui tanti fronti dell’economia circolare, il gruppo Hera sposa con convinzione la causa del premio Vivere a spreco zero – spiega Filippo Bocchi, direttore valore condiviso e sostenibilità Hera spa – perché ha il merito di valorizzare il contributo attivo delle persone e delle idee, fondamentali per guardare con fiducia al futuro e alle complesse sfide ambientali del nostro tempo".

Tra i progetti del gruppo Hera rivolti alla riduzione degli sprechi, sul fronte alimentare si ricorda CiboAmico per il recupero delle eccedenze alimentari non consumate nelle proprie mense aziendali, che ha permesso in meno di 10 anni di recuperare oltre 100mila pasti, donati alle onlus del territorio, evitando 44 tonnellate di rifiuti. Tutte le iniziative promosse dal gruppo per valorizzare fino in fondo l’impegno di chiunque, a casa e nei comportamenti di ogni giorno, voglia spendersi per contribuire a gettare le basi di un futuro sempre più sostenibile, sono rendicontate nel report tematico “Costruire insieme il futuro” disponibile anche online.

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