Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Faenza

Vuole comprare una Volvo da un annuncio online: la truffa gli costa mille euro

Una seconda indagine dei carabinieri di Granarolo Faentino ha consentito di "smascherare" un finto collezionista che aveva messo in vendita una riproduzione in scala ridotta di un'auto elettrica

Proseguono le attività dei carabinieri per contrastare il sempre più diffuso fenomeno delle truffe e raggiri sul web. Questa volta i militari dell’arma, al termine di due distinte indagini, hanno smascherato un falso collezionista e due finti venditori d’auto che per adescare le vittime avevano “seminato” anche sui social annunci-esca on-line.
 
La prima vittima è un 31enne faentino che avendo necessità di acquistare un'automobile è caduto nella trappola di un’inserzione on-line che trattava la vendita di una “volvo xc 60” di seconda mano al prezzo eccezionale di 12mila 500 euro.  il faentino ha contattato telefonicamente il venditore che spacciandosi per un concessionario di Pescara ha preteso una caparra di 1100 euro per poter “bloccare” l’auto. Il faentino, seguendo le istruzioni dell’inserzionista, ha effettuato la “ricarica” di una carta prepagata ed ha fissato la data per concludere l’affare di persona e quindi ritirare l’auto a Pescara. La brutta sorpresa per l’acquirente è arrivata quando si è presentato all’indirizzo di Pescara dove il venditore gli aveva dato appuntamento ma si è ritrovato in una piazza dove non c’era nessun concessionario d’auto. Il povero 31enne ha pure richiamato il venditore chiedendo spiegazioni ma il truffatore ha fatto finta di aver ricevuto altre offerte e paradossalmente gli ha chiesto altri 1000 euro come “garanzia” per chiudere la trattativa, poi davanti al secco rifiuto del faentino, si è reso irreperibile. A quel punto la vittima, rientrata a Faenza, ha denunciato la truffa presso la caserma dei carabinieri.

Avviate le indagine, i militari dell’arma hanno prima analizzato i tabulati telefonici dei numeri pubblicati sulle inserzioni on-line e poi attraverso l'iban sul quale erano stati effettuati i bonifici sono risaliti a due “vecchie conoscenze”, un 52enne di vVnezia e un 74enne residente in provincia di padovana. entrambi sono stati denunciati per “truffa in concorso” ma purtroppo nel frattempo i 1100 euro versati dal faentino erano già “spariti” dal loro conto bancario.

Una seconda indagine dei carabinieri di Granarolo Faentino ha consentito di “smascherare” un finto collezionista che aveva messo in vendita una riproduzione in scala ridotta di un’auto elettrica acquistata da un 30enne faentino appassionato di modellismo. Dopo aver effettuato il bonifico, l’acquirente ha aspettato alcuni giorni ma la “macchinina” non gli è mai arrivata così come sono risultati inutili i tentativi di ricontattare il venditore, che nel frattempo aveva messo in vendita lo stesso modellino su altri siti di inserzioni e addirittura sui più noti “social”. Alla fine, i carabinieri sono risaliti all’identità del truffatore e lo hanno denunciato: si tratta di un 40enne residente in provincia di Chieti già noto alle forze dell’ordine per la medesima tipologia di reato.

Per evitare di restare vittima delle truffe online, il capitano Cristiano Marella, comandante della compagnia carabinieri di Faenza, fornisce qualche semplice suggerimento: “Il consiglio più importante per i cittadini che acquistano on-line è quello di preferire siti ufficiali o certificati, inoltre prima di versare somme di denaro è opportuno verificare sempre che il venditore che pratica e-commerce sia fornito di partita iva, telefono fisso, indirizzo ed altri dati aziendali. Riguardo le inserzioni on-line bisogna ricordare che nessuno regala niente, infatti una delle tecniche più utilizzate dai truffatori è quella di pubblicare on-line annunci-esca che trattano autovetture oppure articoli “alla moda” messi in vendita ad un prezzo ben al di sotto rispetto a quello di mercato per adescare i “navigatori” che in buona fede cercano di concludere un buon affare.  Per questo motivo bisogna sempre leggere bene gli annunci prima di rispondere, diffidare di quelli troppo brevi che forniscono poche informazioni e soprattutto prestare attenzione alle fotografie che spesso non sono quelle reali ma vengono prese dal web”.

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