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Welfare regionale: dai fondi Ue due progetti 'di rete' dedicati ai servizi socio-assistenziali

"Una presa in carico a 360° degli utenti che va incontro ai diversi bisogni che le singole persone esprimono" afferma la vicepresidente della Regione Elly Schlein

Lunedì 30 novembre la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein e la responsabile del coordinamento politico all’immigrazione Anci Emilia-Romagna Gloria Lisi hanno dato avvio alle attività formative connesse a due progetti, di respiro regionale, finanziati dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020 (FAMI). Entrambe le azioni si dispiegheranno in modo integrato su tutti i territori della regione, con l’obiettivo di qualificare i servizi socio-assistenziali rivolti ai cittadini di Paesi Terzi.

Il progetto “Intarsi - Azioni in rete per una comunità accogliente”, vede capofila l'Unione dei Comuni Valle Savio e svilupperà nuovi modelli di intervento per la presa in carico integrata di nuclei familiari. Il fine è quello di potenziare i servizi di inserimento sociale, lavorativo e abitativo, sviluppando percorsi personalizzati di autonomia e integrazione nelle comunità locali.

Il progetto "Be.Com-Er - Benessere di Comunità Emilia-Romagna - Azioni in rete per una comunità accogliente” vede capofila il Comune di Ravenna e si concentrerà sul potenziamento dei servizi di prevenzione, diagnosi, riabilitazione e inserimento dei cittadini di Paesi terzi portatori di disagio mentale e/o di patologie legate alla dipendenza da sostanze stupefacenti e alcool.

I due progetti, finanziati da fondi dell’Unione Europea, coinvolgono tutte le città capoluogo della regione insieme ad ANCI Emilia-Romagna e a una serie di partner del terzo settore. Le iniziative sono state co-progettate fin dalle prime fasi, con il duplice obiettivo di migliorare il sistema del welfare rafforzando le reti di stakeholder pubblici e privati di livello regionale, provinciale e locale e di potenziare i livelli di integrazione della filiera dei servizi territoriali per l’accoglienza.

Il cuore dei due progetti è un’azione di capacity building che si concretizzerà in una serie di percorsi formativi gratuiti nel corso dei prossimi due anni, rivolti ad operatori pubblici, del terzo settore e del volontariato sociale. Contestualmente saranno avviate diverse attività sperimentali mirate al miglioramento dei servizi territoriali.

“Oggi prendono avvio le azioni formative e sperimentali di due progetti di respiro regionale. Il merito delle nostre amministrazioni è che si sono messe in rete, coinvolgendo territori che hanno storie diverse tra loro - afferma la vicepresidente Regione Emilia-Romagna Elly Schlein - Possiamo così immaginare una presa in carico a 360° degli utenti, andando incontro ai diversi bisogni che le singole persone esprimono. Il benessere degli altri, soprattutto delle persone più fragili, è anche il nostro, il benessere di tutte e tutti. La società più sicura è quella più inclusiva, che non crea marginalità e non lascia indietro nessuno. La pandemia, inoltre, rischia di aumentare notevolmente le condizioni di disagio mentale. Pertanto questi progetti ci permetteranno di lavorare in maniera preventiva, mettendo in rete le competenze di amministrazioni pubbliche, terzo settore e volontariato attraverso una logica sinergica e pro-attiva”.

“I progetti Fami si stanno rivelando un ottimo strumento per intervenire su alcune criticità, al fine di migliorare la capacità di risposta integrata della rete dei servizi territoriali - aggiunge Valentina Morigi, Assessora all’Immigrazione Comune di Ravenna -. Becomer, Smart, Intarsi, Epi, Dalle esperienze al modello: l’accoglienza in famiglia, Impact Casp – ER II, Familia, conferiscono flessibilità all’azione istituzionale e migliorano l’efficacia delle politiche territoriali, rendendo possibili strategie di lavoro basate sulle reti governate: operazione non semplice, né scontata. Davanti a interventi che per la loro complessità richiedono necessariamente il coinvolgimento di una pluralità di attori, impegnati a vario titolo nei percorsi di autonomia dei cittadini migranti, queste progettualità consentono il consolidamento di un approccio multidisciplinare e la sperimentazione di innovazioni sociali”.

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