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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

Yacht di lusso con bandiera estera per evadere il fisco: multe per 350mila euro

I proprietari delle imbarcazioni, attraverso la falsa registrazione dei natanti in Paesi esteri, evitavano il pagamento delle tasse in Italia

Una serie di controlli nei porti della costa romagnola da parte dei Finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale di Rimini ha fatto emergere una maxi evasione fiscale da parte dei proprietari di yacht di lusso che, attraverso la falsa registrazione dei natanti in Paesi esteri, evitavano il pagamento delle tasse in Italia. 

Tale fenomeno, noto come “flagging out”, è una pratica adottata per ridurre i costi complessivi di gestione delle unità da diporto, cercando registri navali esteri che permettano una significativa riduzione delle spese legate alle dotazioni di sicurezza, agli equipaggiamenti, alle assicurazioni e alle imposte. Tale modus operandi, pur essendo perfettamente legale, impone al soggetto residente in Italia l’obbligo, secondo quanto stabilito dalla normativa sul monitoraggio fiscale, di dichiarare la disponibilità di tali imbarcazioni nell’apposito quadro del modello di dichiarazione fiscale.

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I controlli, effettuati in mare dalle unità navali della Stazione Navale di Rimini e della Sezione Operativa Navale di Marina di Ravenna, e a terra presso porti, darsene, rimessaggi e cantieri navali hanno consentito di censire oltre 200 imbarcazioni estere coi successivi accertamenti che hanno evidenziato delle irregolarità per 31 scafi. In provincia di Rimini sono state 10 le contestazioni delle Fiamme Gialle, 8 a Ravenna e 3 a Cesenatico, tutte battenti bandiera estera principalmente di Polonia, Francia, Belgio, Slovenia e San Marino. In un caso, nel porto di Cattolica, è stato individuato uno yacht privo di bandiera e riconducibile a una società della Repubblica del Titano ma che, di fatto, era in uso a un cittadino italiano. In questo caso i militari delle Fiamme Gialle stanno valutando l'accusa di esterovestizione.

Il valore complessivo dei beni occultati al Fisco, per uno o più anni di imposta non versata, supera l'1,2 milioni di euro mentre le sanzioni amministrative comminate, basaste sulle annualità omesse, ammontano a oltre 350.000 euro. Il controllo sulle imbarcazioni immatricolate all’estero si è focalizzato non solo sulle posizioni a rischio evasione o elusione fiscale, ma anche sulle persone fisiche residenti in Italia i cui redditi risultavano incongruenti rispetto ai beni posseduti. Questo è stato verificato, attraverso l’analisi delle ingenti spese di gestione delle imbarcazioni di lusso, inclusi i costi di l’ormeggio e di manutenzione ordinaria e straordinaria.
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