Fusignano, Legambiente attacca: "Potature estreme e abbattimenti"

E' l'affondo di Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente A. Cederna, il quale ricorda che "già in passato avevamo espresso le nostre perplessità per come veniva gestito il verde pubblico"

"Cataste di legna alte 2 metri, alberi quasi completamente privati della loro chioma, piante di oltre 40 anni abbattute senza apparente motivo: questo il quadro sconsolante delle opere di “manutenzione” del verde a Fusignano, città che da alcuni anni organizza la “Notte Green”, ma che non sembra in grado di occuparsi correttamente del proprio verde pubblico". E' l'affondo di Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente A. Cederna, il quale ricorda che "già in passato avevamo espresso le nostre perplessità per come veniva gestito il verde pubblico. Ma il modo in cui sono state trattate le alberature pubbliche negli ultimi giorni ci hanno lasciato senza parole".

"In particolare tra via Ballardini e via Argelli un giardino pubblico di circa una quarantina d'anni è stato devastato dalle motoseghe - fotografa Rambelli -: farnie, gelsi, ontani e pioppi ridotti a scheletri, senza più alcuna chioma, altri abbattuti senza un'apparente ragione, una “strage” di cui è difficile trovare le ragioni. Eppure l'Unione dei Comuni scrive che il regolamento del verde è «finalizzato a disciplinare interventi sul verde, sia pubblico che privato, al fine di garantirne la protezione e la razionale gestione oltre a diffondere la cultura del rispetto e della conoscenza del patrimonio naturale presente nel territorio». Viene da chiedersi se chi commissiona e chi esegue questi lavori sappia cosa sta facendo”. "Il regolamento del verde, puntualizza Rambelli, "precisa infatti che “Un albero correttamente piantato e coltivato, in assenza di patologie specifiche, non necessita di potature. La potatura, quindi, è un intervento che riveste un carattere di straordinarietà: in particolare le potature andranno effettuate prioritariamente per eliminare rami secchi, lesionati o ammalati, per motivi di difesa fitosanitaria, per problemi di pubblica incolumità, per rimuovere elementi di ostacolo alla circolazione stradale e nei casi di interferenza con elettrodotti o altre reti tecnologiche preesistenti”".

"Quali erano dunque i motivi per un intervento “straordinario” di questo tipo? - si chiede -. Per di più in un parco pubblico: erano forse tutti rami malati, secchi e pericolanti? Abbiamo chiesto spiegazioni al Comune e riteniamo doveroso che chi ha sbagliato paghi, soprattutto a Fusignano che ha l'ambizione di presentarsi come “città green”. Se andiamo avanti di questo passo, di verde a Fusignano rischia di rimanere ben poco. Sempre più amministrazioni comunali hanno capito la necessità di una corretta gestione del patrimonio verde in quanto potature estreme e interventi sbagliati, oltre a comportare un danno paesaggistico e una diminuzione del valore e della vivibilità dei quartieri, aumentano la pericolosità delle piante che reagiscono alle potature con nuovi getti più numerosi e fragili, le espongono a malattie e parassiti, ne accorciano la vita e costringono a frequenti e costosi interventi di manutenzione: è questo il “Futuro Green” di Fusignano?"

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