Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Zona del silenzio, completato il restauro del Quadrarco di Braccioforte

E' stato completato un prezioso intervento di ripristino della cancellata del Quadrarco di Braccioforte, preziosa opera di Umberto Bellotto realizzata in occasione del VI centenario del 1921

La zona del silenzio rappresenta per Ravenna il cuore delle celebrazioni del settimo centenario che ha avuto l’avvio ufficiale proprio dall’inaugurazione del restauro della tomba di Dante. Il sito è interessato da un programma di riallestimento articolato che comprende diversi aspetti e che non si è mai interrotto, anche in questo difficile periodo di emergenza sanitaria. Così è stato completato un prezioso intervento di ripristino della cancellata del Quadrarco di Braccioforte, preziosa opera di Umberto Bellotto realizzata in occasione del VI centenario del 1921.

Umberto Bellotto fu un importante artista veneziano vicino ai maggiori architetti dell’epoca; la sua lavorazione del ferro, incline al recupero di motivi medievaleggianti ed elementi ornamentali del passato, è caratterizzata da una spigliata reinvenzione tecnica e formale. Sono pertanto in corso studi volti ad approfondire puntualmente l’insieme degli elementi del patrimonio che costituisce un complesso di eccezionale rilevanza.

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Il complesso lavoro conservativo, eseguito da Arte &Restauro, ha comportato una fase preliminare di studio dalla quale sono emersi risultati che sono in fase di studio e che certamente daranno modo di condividere importanti evidenze scientifiche. La cancellata era in stato di precaria conservazione per l’incidenza di fenomeni atmosferici e depositi biologici e richiedeva un’opera di stabilizzazione e pulitura, ma nell’occasione sono state realizzate riprese in microscopia ottica che consentono non solo una lettura approfondita, ma anche la programmazione della migliore strategia conservativa. Successivamente è stato operato un intervento diviso in diverse fasi. Dopo una pulitura manuale e puntuale di ogni singolo elemento sono state applicate lavorazioni specifiche per stabilizzare le superfici e per consentire una stabilizzazione del risultato.

“Grazie alle celebrazioni del settimo centenario – dichiara il sindaco Michele de Pascale - si è affermato saldamente, sia sul piano nazionale che su quello internazionale, il profondo legame di Ravenna con Dante, non solo come dato storico, ma come insieme di tradizione e innovazione costantemente rivolto alla produzione di nuova cultura. Questo è stato possibile innanzitutto per una strategia di comunicazione articolata e di grande impatto che ha dato visibilità, riconoscibilità e diffusione ai segni della storia, configurando Ravenna come meta necessaria nell’ambito dell’universale omaggio a Dante. La costruzione del programma è andata avanti, con le necessarie rimodulazioni, nonostante la grave emergenza sanitaria che ci ha colpiti. La tomba di Dante è stato l’unico monumento a non essere mai stato chiuso e ogni giorno è stata realizzata e diffusa via web la lettura perpetua affinché la voce del Poeta non si spegnesse mai, come la lampada che arde dinnanzi alle sue spoglie e la campana che ogni giorno ricorda ai cittadini e alle cittadine di essere parte dell’universale e locale vicenda dantesca. Ma questo non si sosterrebbe senza i preziosi interventi strutturali che consentono una nuova lettura del sito, grazie al rigore con cui tengono insieme le ragioni della conservazione e della valorizzazione, come nella più profonda tradizione del territorio”. 

Aggiungono gli assessori alla Cultura Elsa Signorino e ai Lavori pubblici Roberto Fagnani: “Con questo intervento, frutto della stretta collaborazione tra l’assessorato ai Lavori Pubblici e l’assessorato alla Cultura, viene riportato all’originario splendore un manufatto di grande valore storico e simbolico che testimonia una fase importante della storia del culto di Dante e costituisce un ulteriore passo di un percorso di rilettura della zona dantesca che rappresenta certamente un’attestazione celebrativa in questo anno centenario, ma parimenti mette le basi per un’affermazione sempre più piena di Ravenna città di Dante e della cultura”.

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