Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

"70 milioni del Pnrr per il parco eolico al largo di Ravenna": approvato l'emendamento

"Al Senato è stato approvato un emendamento di Lega, Forza Italia e Pd che destina a questo scopo 70 milioni nel triennio 2022 e il 2024 nell’ambito del PNRR"

"A Ravenna, a 20 chilometri dalla costa, potrebbe nascere il polo energetico più avanzato d’Europa. Al Senato è stato approvato un emendamento di Lega, Forza Italia e Pd che destina a questo scopo 70 milioni nel triennio 2022 e il 2024 nell’ambito del PNRR". Lo affermano in una nota Jacopo Morrone, Segretario Lega Romagna ed Enrico Sangiorgi, responsabile del Dipartimento 'Energia' della Lega Romagna. Si tratta di 20 milioni di euro per il 2022 e 25 milioni di euro l'anno per il 2023 e il 2024, che consentiranno la costituzione di un polo energetico in Adriatico, con piattaforme offshore di eolico e fotovoltaico galleggiante per la produzione di energia elettrica e la generazione di idrogeno 'verde'.

"Per Ravenna questa sarebbe una vera opportunità sia sul piano dello sviluppo industriale, viste le aziende ravennati che operano già in ambito offshore e navale, sia dal punto di vista ambientale, considerato che il progetto si muove all'interno del processo di transizione ecologica - continuano - Un altro beneficio per il territorio sarebbe rappresentato dall'incremento di posti di lavoro, considerando che a partire dal 2014 il settore offshore è stato fortemente colpito dalla crisi economica. Aggiungiamo che a Ravenna si tiene una delle fiere più importanti nel mondo offshore 'Omc - Med Energy Conference & Exhibition' che vede la partecipazione delle aziende più importanti a livello internazionale. Un giorno Ravenna, oltre che essere conosciuta come rinomata città d’arte, potrebbe acquisire nuovo valore, attraverso questi importanti investimenti, anche come primo hub d’Europa per la produzione locale di apparecchiature per il funzionamento del sistema a fonte rinnovabile. Agnes, insomma, potrebbe essere l’occasione del rilancio industriale di Ravenna".

“Mi sono molto battuto perché venisse accolto nel Pnrr il progetto Agnes su eolico fotovoltaico e idrogeno e ora è arrivata la bella notizia che l’emendamento è stato approvato - aggiunge il sindaco Michele de Pascale - Lo stanziamento previsto dal Dl Fondone per trasformare le piattaforme estrattive che hanno finito il loro ciclo di vita e che quindi sono inutilizzate, in un parco eolico marino può far diventare Ravenna un hub per tutto il Mediterraneo per i parchi eolici offshore: attualmente ce ne sono pochissimi e chi parte per primo sarà sicuramente avvantaggiato. Ravenna può essere capitale dell'energia anche in questo secolo. Ci siamo battuti ventre a terra per questo progetto e ringrazio i senatori Errani e Collina che si sono molto impegnati: gli investimenti pubblici massicci per le fonti rinnovabili possono portare a una transizione ecologica, garantendo un ritorno importante anche in termini di posti di lavoro. Questo parco permetterà di dare nuova vita a piattaforme che avevano esaurito la loro attività e che potranno essere impiegate per produrre energia verde".

Le reazioni

"Uno straordinario progetto che si inserisce a pieno nella transizione ecologica. Un piano di conversione delle piattaforme capace di raccontare il futuro, di come si può puntare a nuove competenze e tecnologie per mantenere in loco forza lavoro e avviare la svolta necessaria in linea con l'obiettivo di decarbonizzazione e di 100% rinnovabili entro il 2035", il commento della vicepresidente della Regione, Elly Schlein, e dell’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla. "Una buona notizia - aggiungono Schlein e Colla - i finanziamenti dedicati allo sviluppo delle energie rinnovabili. Progetto che integra diverse tecnologie, dall’eolico al fotovoltaico, fino alla produzione di idrogeno verde, in piena linea con quanto previsto nel Pnrr, e nel Patto per il Lavoro e il Clima’ dell’Emilia-Romagna”.

"Non possiamo che gioire alla notizia, pensiamo si tratti di un passo avanti da non sottovalutare, che può dare il via veramente al
programma di produzione di energia da rinnovabili - commenta per il Coordinamento ravennate “Per il Clima – Fuori dal Fossile”
Giuseppe Tadolini - Ma è troppo presto per cantare vittoria, perché tale scelta per il momento non si accompagna ad alcun programma di inizio della fuoriuscita dalla dipendenza dalle energie fossili. Che a Ravenna dovrebbe significare innanzi tutto una tabella di marcia per la cessazione delle attività estrattive. Secondo noi, e soprattutto secondo autorevolissimi studiosi e scienziati, la transizione energetica, componente fondamentale della più complessiva trasformazione ecologica, deve voler dire
stabilire tempi e modi di dismissione del vecchio modello estrattivista, e nel frattempo decidere tempi, modi e stanziamenti della sua sostituzione con il nuovo modello eco-compatibile. La convivenza dei due percorsi è solo un “male inevitabile”, che va reso più breve e meno impattante possibile. Per cui, per richiamare gli argomenti più scottanti che riguardano il nostro territorio, e nei quali la svolta ancora non si vede, riteniamo che si debba stabilire la moratoria sul progetto dell’impianto di sequestro e stoccaggio dell’ anidride carbonica, nonché rivedere il progetto di costruzione del gasdotto Sestino Minerbio, che dovrebbe attraversare i nostri territori. Progetti entrambi insensati, se alla transizione verso le rinnovabili ci si crede sul serio. Per quanto ci riguarda la mobilitazione continua".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"70 milioni del Pnrr per il parco eolico al largo di Ravenna": approvato l'emendamento

RavennaToday è in caricamento