Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia

Accordo di libero scambio Ue-Canada, Agrinsieme è fiduciosa

Anche Agrinsieme Romagna, dopo Cia-Agricoltori Italiani, sottolinea l’importanza dell’Accordo di libero scambio fra Unione Europea e Canada (Ceta) per il sistema agroalimentare italiano

Anche Agrinsieme Romagna, dopo Cia-Agricoltori Italiani, sottolinea l’importanza dell’Accordo di libero scambio fra Unione Europea e Canada (Ceta) per il sistema agroalimentare italiano. L’accordo, in sede europea, ha ottenuto l’approvazione all’unanimità col sostegno del Copa-Cogeca (organizzazione europea di rappresentanza delle professionali agricole e delle cooperative agricole). Le organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo che fanno parte di Agrinsieme Romagna ritengono che "sarà fondamentale una costante attività di vigilanza sull’applicazione dell’accordo Ceta, in particolare per i comparti più vulnerabili e particolarmente esposti alle crisi di mercato", ma anche che "l’accordo presenta aspetti importanti con impatti positivi per imprese, per prodotti e produzioni e per i consumatori. Infatti, i numeri nell’agricoltura in campo sono molto diversi, ad esempio il Canada rappresenta 200mila aziende agricole contro i quasi 11 milioni della Ue, così come sono diverse le norme e i vincoli del settore".

Agrinsieme mette in evidenza che l'inclusione, nel capitolo relativo alla proprietà intellettuale del riconoscimento di una lista di indicazioni geografiche, seppur ad oggi limitata, rappresenta "un principio innovativo rispetto all'approccio tradizionale del mercato internazionale, che potrà garantire standard di tutela delle produzioni di qualità maggiori rispetto allo status attuale. Concretamente, significa che 41 prodotti dop e igp "made in Italy" saranno finalmente protetti dalle imitazioni. Dopo oltre venti anni di divieti e sentenze, le denominazioni “Prosciutto di Parma” e “Prosciutto San Daniele” potranno essere utilizzate in Canada e rendere identità e valore alle nostre produzioni di punta".

Inoltre, le importazioni di carne canadese dovranno essere limitate nelle quantità e conformi alla regolamentazione Ue (non trattate con ormoni). "La carne bovina canadese, che verrà liberalizzata (gradualmente), vale lo 0,6% dei consumi Ue, quella suina lo 0,4% (dati Cia). Il grano canadese (duro e tenero di alta qualità) continuerà, come accade oggi, ad essere importato a dazio zero. Saranno rimosse importanti barriere commerciali che, ad oggi, penalizzano le esportazioni europee di prodotti alcolici e di vini. Saranno ridotte ed eliminate tariffe sulle esportazioni di importanti prodotti agroalimentari europei (prodotti a base di cereali come pasta, e biscotti, preparati di frutta e verdura, ad esempio). Il saldo tra export e import sarà favorevole all'Italia in modo importante".

Agrinsieme Romagna afferma che la salvaguardia dei principi di reciprocità ed equilibrio tra le parti sono condizioni necessarie all’interno di qualsiasi negoziato commerciale. La chiusura commerciale e il protezionismo sono minacce per la competitività delle imprese, per lo sviluppo economico dell’Italia e dell’Europa.  

Sul versante opposto si è invece espressa Coldiretti Ravenna, che nei giorni scorsi ha definito l'accordo come una "legalizzazione della pirateria alimentare", manifestando la propria preoccupazione per le produzioni italiane.

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